COSIMO FADDA DEL GRUPPO CFADDARealtà d’indubbio riferimento per il mercato sardo, oggi
CFadda conta
8 punti vendita dislocati in tutte le province dell’isola (Cagliari, Carbonia, Olbia, Tortolì-Arbatax, Sestu, Villacidro, Sassari e Macomer),
45.000 m2 di area coperta,
35.000 articoli, oltre
150 dipendenti, più di
1 milione di clienti ed oltre 2 milioni di visitatori ogni anno.
La sua storia affonda le sue radici nel
1880, anno in cui
Ignazio Fadda diede vita ad un’attività specializzata nella ferramenta nel centro di Cagliari. Il testimone passa nel
1926 al figlio
Renzo e, successivamente, alla terza generazione:
Ignazio e
Cosimo. E’ il 1955. Negli anni, l’evoluzione del punto vendita passa dalla ferramenta, all’introduzione di numerose altre merceologie, fino ad arrivare al
1977 quando, un piccolo test – l’introduzione di alcuni prodotti in legno della
FEEA di Arquati – fece capire a
Cosimo Fadda che il suo futuro sarebbe stato il bricolage.
“
Proprio nello stesso periodo, con mia moglie, feci diversi viaggi all’estero e, soprattutto in Francia, entrai in contatto con le più moderne formule di distribuzione – racconta
Cosimo Fadda -.
Era facile intuire cosa sarebbe successo in Europa, negli anni a venire”.
Oggi
CFadda è una holding che raggruppa al suo interno oltre
10 società, e un fatturato di circa
30 milioni di euro. L’intervista che segue è stata raccolta il 7 novembre scorso. Bricomagazine ha incontrato
Cosimo Fadda, presidente, e i figli
Roberto, amministratore delegato, e
Lorenzo, direttore commerciale e marketing. Il terzo figlio,
Andrea, occupa la carica di responsabile amministrativo.
Partiamo dal negozio in centro a Cagliari. E poi, cosa è successo?Nel 1979 abbiamo acquistato l’area dove ci troviamo attualmente e dove, nel 1982 – un anno prima dell’apertura del primo Bricocenter –, è stato inaugurato il nostro primo centro bricolage. Uno spazio di 2.500 mq di esposizione in quella che all’epoca era piena periferia.
Con quale reazione da parte del pubblico?Lenta ma progressiva, era facile intuire che era solo una questione di tempo. Non nego che fu un periodo molto intenso, molto impegnativo ma straordinariamente stimolante. Per noi è stato un cambiamento molto forte, una vera scommessa che è stata vinta.
Dopo una decina d’anni in azienda si affaccia la quarta generazione, i suoi figli. Cos’è cambiato?Tantissimo. Ha iniziato Roberto, poi seguito da Lorenzo e infine da Andrea. Com’è naturale hanno cominciato a lavorare in magazzino, alle casse, nei reparti e, solo successivamente, sono passati in ufficio. Ovviamente dovevano acquisire una preparazione adeguata. La loro presenza ha dato nuovo impulso all’azienda e sono stati proprio loro gli artefici dello sviluppo dell’ultimo decennio. Il secondo negozio, fortemente voluto dai ragazzi e aperto nel 1999, è stato quello di Carbonia e, visto il successo ottenuto, abbiamo pensato di ampliare ulteriormente il nostro raggio d’azione. Abbiamo investito molto per riorganizzare la nostra struttura, rivedendo l’assetto societario, creando una società di servizi, e l’attuale holding.
E’ stato molto bravo a coinvolgere i suoi figli in azienda..Più che altro sono stato molto attento. Il problema del cambio generazionale è molto delicato e sono molte le aziende nel settore della distribuzione che chiudono o vengono cedute perché i figli non hanno trovato stimolante e/o attraente proseguire l’attività del padre. Il mio compito e obiettivo è stato proprio questo: coinvolgere i miei figli nell’attività aziendale, attrarli e poi lasciarli liberi di agire, di sbagliare, d’imparare a fare sempre meglio.
La caratteristica peculiare dei vostri punti vendita (Bricomagazine ha visitato Cagliari e il rinnovato Carbonia) è visibile fin dall’esterno: un’immagine coordinata molto forte e di impatto anche da centinaia di metri di distanza. Un’attenzione del tutto inconsueta nel nostro settore, a parte le grandi realtà straniere…L’attenzione alla comunicazione è un altro dei punti forti della nostra politica commerciale e di marketing. Dalla scelta dei colori dove il verde e il blu sono dominanti, all’illuminazione esterna ed interna, ad una scelta estetica globale che vuole accogliere il cliente in un ambiente gradevole, fin dall’esterno. Un esempio è l’area esterna del rinnovato negozio di Carbonia ( realizzato in uno spazio commerciale nuovo- ndr.) dove l’illuminazione è fondamentale e dove abbiamo voluto evocare, con un’ambientazione ad hoc, il passato minerario della cittadina.
Una soluzione emotiva ed accattivante per accogliere il cliente, così come le 5 lingue della cartellonistica di benvenuto (italiano, inglese, francese, tedesco e sardo). E’ così anche all’interno?Abbiamo optato per aree espositive ampie e per una profondità dell’offerta che sia in grado di soddisfare tutte le esigenze. Per noi è doveroso che il cliente esca soddisfatto e bisogna tener conto che la nostra isola è anche molto turistica e, nel periodo estivo, i flussi aumentano e si diversificano. Per questo all’interno del punto vendita la segnaletica è rigorosamente bilingue: italiano e inglese.
Un altro elemento di grande importanza per il buon funzionamento di un negozio è la presenza di personale ben formato. Come procedete in merito?Siamo fermamente convinti che la soddisfazione del cliente passa anche per il buon rapporto che riesce ad instaurare con il personale di vendita. Pnesiamo che il rapporto tra le persone sia prioritario e per questo cerchiamo di essere molto attenti con tutti gli uomini e le donne che lavorano in CFadda. Sia da un punto di vista professionale, con l’organizzazione di corsi di formazione e aggiornamento, sia da un punto di vista umano e di rapporti. Perché se vogliamo che tutto vada al meglio è indispensabile tenere ben presente la soddisfazione di coloro che lavorano per l’azienda. In questo senso, crediamo di essere riusciti a creare un buon ambiente di lavoro, tant’è che da noi il turn over è molto basso. Ad esempio, un momento al quale teniamo molto è il pranzo che organizziamo in prossimità del Natale, con tutti i 150 dipendenti. E’ una giornata dove i nostri negozi – che sono sempre aperti, anche la domenica – rimangono chiusi e che dedichiamo a tutti coloro che fanno parte del Gruppo. La gratificazione non è mai un costo ma un importante investimento.
Infine, approfondiamo il tema relativo all’assortimento, dove è indubbiamente forte la presenza di mobili e complementi d’arredo. l punto vendita di Cagliari è di esempio, con un intero piano dedicato. Quali i motivi?Il nostro cliente è la famiglia con le sue necessità e i suoi desideri di miglioramento e abbellimento della casa. Inoltre è un po’ una tradizione: CFadda ha sempre trattato anche il mobile, con relativo servizio di montaggio, e i risultati dimostrano la bontà della scelta. Attualmente l’arredo rappresenta il 22% del giro d’affari.
Parliamo di sviluppo. A quando e dove la prossima apertura? E quali sono le caratteristiche peculiari di un territorio e di un bacino come la Sardegna?Indicativamente, il prossimo mese di marzo abbiamo in previsione l’apertura del nono punto vendita. Si tratta di uno spazio di 1.500 mq a Porto Torres. Successivamente vorremmo aprire ancora due/tre negozi. Il nostro problema più grande, e quello di tutti i commercianti che operano in Sardegna, è l’elevata presenza di negozi per il bricolage. Parliamo di 3 negozi ogni 100 mila abitanti, contro 1,5 in Lombardia e 0,9 in Sicilia. Elevata densità a fronte di un bacino d’utenza decisamente limitato se si considera che in Sardegna vivono 1, 6 milioni di persone. Oggi i costi d’esercizio sono elevati e bisogna valutare molto attentamente. Non è un caso che in questi ultimi anni le insegne che si sono sviluppate di più in Sardegna sono quelle che hanno lavorato con programmi di affiliazione e franchising e quindi su realtà commerciali già esistenti.
Ad un certo punto avete deciso di entrare a far parte del Consorzio Puntobrico. Che genere di esperienza è stata ed è?Il nostro ingresso risale alla fine degli anni Ottanta. Abbiamo ritenuto necessario aderire ad una formula consortile perché avevamo capito che da soli non era più possibile affrontare lo sviluppo in maniera costruttiva. E’ stata una bellissima esperienza, oltre che utile, e tale continua ad essere. Oggi stiamo lavorando molto sul nuovo progetto di affiliazione, che è molto importante, inoltre proseguiamo con intensità l’attività relativa all’importazione. Ormai non è più una novità, ma piuttosto un tema in continua evoluzione, così come i prodotti che di anno in anno decidiamo di inserire o eliminare. E poi parliamo chiaro, i tempi sono cambiati e sono durissimi, soprattutto in questo periodo di crisi. Il cliente è sempre più esigente, i margini si sono ridotti sensibilmente, la domanda è calata e calerà ancora.
Durerà per tutto il 2009?Siamo convinti che questa crisi andrà oltre il 2009, anche perché la Sardegna è un mercato particolare: tutto, positivo o negativo che sia, arriva in ritardo. Siamo su un’isola e nonostante l’era d’internet le difficoltà di collegamento permangono. Pertanto è necessario metterci tutto l’impegno possibile e, in questo caso, l’appartenenza ad un consorzio può essere di grande aiuto.
Novembre 2008