Assopannelli: incentivi a biomassa da ripensareI crescenti
incentivi alle
centrali elettriche alimentate a
biomassa tolgono il legno dalla filiera produttiva comportando un consistente
aumento dei
prezzi dei
mobili, con gravi ripercussioni occupazionali e sociali in Europa.
Questi i temi su cui
Assopannelli e
FederlegnoArredo chiedono oggi al
Senato della Repubblica un
coordinamento politico basato su effettivi calcoli economici e ambientali, accordando le esigenze energetiche a quelle produttive.
“Lo stato di tensione che pervade l’intero settore del pannello truciolare a livello europeo - spiega
Paolo Fantoni,
presidente Assopannelli - trova riscontro nella chiusura di un ulteriore impianto produttivo, questa volta in Irlanda. L’
escalation dei
prezzi del
pannello truciolare che ne segue (
+45% in un anno) mette a
rischio la
produzione italiana di
mobili che, nel corso dell’ultimo decennio, ha ben reagito alle sfide della globalizzazione puntando sulla ricerca e lo sviluppo, ma che non può comunque fare miracoli.”
Dopo il crollo del giro d’affari nel 2009 (-18%) e la successiva ripresa del fatturato nel 2010 (+1,8%), l’
industria del
legno/mobile è obbligata ad
aumentare le
importazioni (
+112% annuo di pannelli truciolari sul 2009) per mancanza di materia prima, progressivamente dirottata verso la produzione di energia, con pesanti ripercussioni sugli imprenditori locali.
“Il fatto che in pochi mesi sono state
chiuse sei grandi aziende europee, oltre alla chiusura dell’impianto Finsa di Scariff (Irlanda) di pochi giorni fa - aggiunge Paolo Fantoni - deve essere un campanello d’allarme. Soprattutto in vista dei numerosi progetti in corso di approvazione nei paesi dell’Unione che hanno sottoscritto l’impegno di produrre il 20% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2020.”
Assopannelli chiede quindi un
intervento governativo per favorire la maggiore efficienza energetica e produttiva, per diminuire l’impatto ambientale senza distruggere la filiera del legno e per evitare semplici flussi di denaro verso operatori energetici italiani ed esteri, ricorrendo invece agli impianti energetici di dimensioni ridotte che raccolgono il legno in un’area ragionevole e sostenibile. Questo per evitare il ripetersi di quanto successo nel primo semestre del 2010, quando numerosi impianti di truciolare sono stati obbligati a chiusure temporanee per mancanza di materia prima.
Gennaio 2011