I NUMERI DELLE INSEGNE BRICO 2009Se il
mercato italiano del
bricolage ha sostanzialmente tenuto l’impatto della crisi economica, lo sviluppo della grande distribuzione specializzata non è stato da meno con incrementi molto contenuti e addirittura una flessione per quanto riguarda lo sviluppo della categoria franchising/affiliazioni.
Al 31 dicembre 2009 i
punti vendita totali erano 719 con solo
7 unità in più rispetto al
primo semestre ma solo
2 rispetto allo scorso 2008. Meglio sul fronte della
superficie espositiva che vede
aumentare di circa
50.000 mq l’area totale destinata alla vendita dei centri italiani bricolage.
Il vero segnale di arresto, anzi di retrocessione, va individuato nelle
affiliazioni che, in totale, subiscono una
flessione del
4,7% rispetto al 2008, con 12 punti vendita chiusi o fuoriusciti. Una situazione già iniziata da qualche anno, ma che ha subito un’accelerazione con la crisi economica. Alla base la volontà di molte insegne -
Bricofer in testa - di
razionalizzare il proprio
parco negozi, allineandolo, come superficie espositiva, ed eliminando punti vendita affiliati poco redditizi o addirittura insolventi. Un processo che in realtà segnala un ulteriore passo positivo verso la maturità della rete distributiva italiana che prosegue il suo
processo di
modernizzazione ma che, dall’altra parte, indica una certa
prudenza nel
vagliare le tante
domande di
affiliazione arrivate nel corso dell’anno alle insegne.
Altro processo in atto è quello della
trasformazione della
distribuzione, come la
crescita di
nuove realtà - ad esempio
Mondobrico - che con cinque punti vendita entra a far parte del monitoraggio e la
scissione di alcune
strutture consolidate nel tempo. Il riferimento, come abbiamo già ampiamente detto durante l’anno, va al
consorzio Puntolegno che all’inizio del 2009 ha visto la fuoriuscita di quasi la metà dei suoi associati che hanno dato vita ad una nuova realtà – dal nome
Italbrico – che oggi conta 28 centri ubicati soprattutto nel sud Italia.
Per quanto riguarda le
performance delle
singole insegne,
Brico Io continua la sua marcia di sviluppo con
10 nuove unità aperte nel corso dell’anno
seguita da Leroy Merlin (tra riconversioni da Castorama e nuovi negozi)
e Punto Brico con 6 punti vendita. Seguono
Obi con
5 nuovi grandi centri,
Bricocenter e
Self con rispettivamente
4 punti vendita e
Brikò con
2. Saldi negativi invece per
Bricofer (
-14),
Brico OK (
-4),
Castorama (
-7),
Puntolegno (la scissione è costata 26 punti vendita),
Brico Italia (
-4) e
Bricomania (
-7).
Entrano nella rilevazione, rispetto al 2008, le insegne
Jo-ho,
Bricoman,
Italibrico e
Mondobrico.
Per quanto riguarda le
vendite, l’anno si è chiuso con un
incremento intorno al
3% che però comprende anche le
nuove aperture, e quindi il
canale gds bricolage sarebbe in realtà in leggera flessione anche se in misura minore rispetto ad altri settori come l’elettrodomestico o l’arredamento. Nel dettaglio sono in
diminuzione i
settori più
tecnici come utensili, ferramenta, vernici e idraulica mentre risultano in
crescita – anche se di poco – articoli per
giardinaggio, prodotti per la
cura e la
pulizia della
casa, gli
elettrodomestici, il
car care e, soprattutto, il
pet food. In generale emerge un
processo di
razionalizzazione dei marchi trattati e, mediamente, i retailer trattano
categorie diverse,
marche diverse, e vendono lo stesso prodotto anche con un ± 20% di scarto. Stesso atteggiamento anche per i fornitori che sempre più spesso vengono limitati, in quantità, preferendo partner in grado di risolvere forniture complete – il caso del comparto ferramenta è un classico.
È in atto un
graduale processo di
differenziazione con soluzioni e test che tendono alla
personalizzazione all’interno delle
singole catene.
Per il 2010 le insegne dimostrano un
cauto ottimismo anche se, nel momento in cui scriviamo, le condizioni atmosferiche non aiutano un mercato che ha il suo apice proprio nella bella stagione.
Giugno 2010