La beffa degli incentivi per cucine ed elettrodomesticiAmmontava a
110 milioni di euro il rinnovato fondo unico che, da mercoledì 3 novembre, era a disposizione degli italiani per aiutarli ancora nell'acquisto di elettrodomestici e cucine, che dovevano però sempre essere ad alta efficienza energetica. Poteva ricorrere agli incentivi, fino ad esaurimento dei fondi, chi voleva avere una nuova cucina componibile, ma anche una cappa climatizzata, una cucina a gas, un forno elettrico, una lavastoviglie, un piano di cottura o una pompa di calore per l’acqua calda. Il decreto firmato da Paolo Romani, il neo ministro dello Sviluppo Economico aveva sbloccato i fondi stanziati la scorsa primavera dal decreto incentivi (Dl 40/2010, poi convertito dalla legge 73/2010) e non del tutto utilizzati. La rimodulazione coinvolge dieci settori: cucine, efficienza energetica industriale, elettrodomestici, gru per l’edilizia, macchine agricole, motocicli, nautica, immobili ad alta efficienza energetica, rimorchi e banda larga.
La beffa, perchè di questo si tratta, sta nel fatto che
il fondo stato esaurito in poco più di 15 giorni ed è stato utilizzato per la quasi totalità da consumi imprenditoriali, tanto che il 58,43% dei fondi è andato alle macchine movimento terra e agricole, mentre il 22,76% alla nautica. Un’industria, quest’ultima, che esporta il 55% del fatturato.
Percentuali che vanno a scapito degli acquisti dei cittadini come quelli per elettrodomestici (3,88%) e motocicli (4,71%) che erano stati molto gettonati nella prima distribuzione e per i quali i distributori non hanno nemmeno avuto il tempo di informare i consumatori.