PARTITO IL PROGETTO EUROPEO IDENTIS WEEE
Raddoppiare la raccolta dei rifiuti elettronici: la sfida parte dall'Italia

Sono stati investiti 3,5 mln di euro per il progetto europeo IDENTIS WEEE (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for WEEE).

Questo progetto punta su innovazione e tecnologia per garantire la tracciabilità dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti RAEE.

Tra i maggiori promotori troviamo il Gruppo Hera, una delle maggiori multiutility italiane, in partnership con il consorzio Ecolight (Italia), la Fundación Ecolum (Spagna) e Asociatia Environ (Romania).

Il progetto, co-finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma "Life+ politica e governance ambientali", ha come obbiettivi principali l’intercettazione di rifiuti elettronici, soprattutto i piccoli elettrodomestici e le lampadine a risparmio energetico, con l’uso di cassonetti e altri contenitori “intelligenti” e rendere rintracciabili i rifiuti RAEE dal loro conferimento fino al recupero o trattamento finale, mettendo in pratica le indicazioni di Strasburgo e prevenirne così l’esportazione illegale.

Questo progetto si svilupperebbe nell’arco di quattro anni, coinvolgendo 3 nazioni europee.
Dopo il lancio avvenuto a fine 2011, il primo step sarà quello di introdurre, entro la fine del 2012, contenitori-prototipi per la raccolta di RAEE in alcuni comuni dell’Emilia Romagna: Bologna, Castenaso, Ravenna, Lugo e all’estero: Saragozza (Spagna) e Bucarest (Romania).

Successivamente si avvierà, nel biennio 2013 – 2014, la fase di monitoraggio del sistema e la catalogazione di dati su raccolta e recupero. La fase finale di chiusura del progetto, prevista nel 2015, permetterà di avere il quadro completo degli esiti della sperimentazione.

«I rifiuti elettronici rappresentano la vera sfida in campo ambientale», afferma Roberto Barilli, direttore generale del Gruppo Hera, «Occorre fare di più perché dal recupero di questi rifiuti è possibile ottenere importanti materie prime» prosegue Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight.

Infatti, i RAEE, oltre ad essere rifiuti speciali potenzialmente pericolosi e disperdere nell’ambiente sostanze altamente inquinanti sono anche una preziosa risorsa per il recupero di materie importanti come plastica, vetro, ferro, alluminio e di metalli preziosi come tungsteno e palladio, riutilizzabili nei cicli produttivi.



febbraio 2012