Sacchetti in plastica, pasticcio all'italianaEccesso di zelo. Questa l'
accusa dell'
Unione Europea a cui seguirà l’
apertura di una
procedura di
infrazione nei confronti del nostro paese, colpevole della
messa al
bando '
forzata' dei sacchetti di plastica non biodegradabili.
In breve, il provvedimento italiano
non sarebbe conforme alle normative europee per due motivi.
Il primo di
carattere sostanziale, perché il provvedimento vieterebbe l’utilizzo di un
imballaggio perfettamente
conforme alla direttiva UE 94/62 e commercializzato nel resto dell’UE, impedendo, di fatto, anche la libera circolazione delle merci nel mercato comune. E i sacchetti di plastica, che piaccia o no, a quella normativa sono conformi, in quanto riciclabili e riutilizzabili.
Il secondo motivo sarebbe di
carattere formale e riguarderebbe la
mancata notifica a Bruxelles di una normativa tecnica, obbligatoria ai sensi della direttiva 98/34. In sostanza il provvedimento è oggi annullabile anche attraverso un semplice ricorso al tribunale ordinario.
L’
Italia è stata, una volta tanto, più audace degli altri paesi UE ma, una volta ancora, più sprovveduta e ora
rischia la
bacchettata dall’
UE e il dietrofront. Da notare che il ministero dell'Ambiente aveva cercato di spacciare il provvedimento come un adeguamento ad una fantomatica normativa europea, pur sapendo che già nel 2007 la Francia era stata bloccata da Bruxelles per un’iniziativa analoga.
Morale: se non si troverà una soluzione, la legge verrà disapplicata e a breve ritroveremo i sacchetti di plastica nei negozi.
Gennaio 2011