CASSETTE POSTALI. UNA CRESCITA AL RALLENTATORE
CASSETTE POSTALI. UNA CRESCITA AL RALLENTATORE


Complici la congiuntura economica, l’ediliza in rallentamento, la scarsa attenzione dimostrata dagli italiani, l’andamento delle cassette postali non appare così positivo come qualche anno fa, quando lo share di crescita era a due cifre. I produttori lamentano un sensibile calo nelle vendite, iniziato nel secondo semestre 2007 e continuato anche nell’anno in corso. Una flessione non dovuta, precisano i diretti interessati, all’arrivo di nuovi concorrenti in un mercato considerato di nicchia come quello delle cassette postali, ma a una mancanza di riordino e di consumi. Gli italiani hanno pochi soldi in tasca e l’acquisto di una cassetta postale nuova non è considerata una priorità. Questo calo non riguarda solo l’Italia, ma l’Europa dove lo scontrino medio – è il caso ad esempio della Spagna - si è abbassato e spesso il prodotto sul quale cade la scelta del consumatore è quello di primo prezzo.

Un segmento in flessione

Diventa difficile dare anche un valore al mercato, mancando un’associazione di categoria che raggruppi le aziende del settore. I produttori parlano di un mercato che si aggira intorno ai 25-30 milioni di euro, cifra considerata in lieve flessione rispetto agli anni precedenti. In generale comunque la percezione delle aziende produttrici è quella di un segmento in forte calo. Cifre che, se non tranquillizzano il settore, lo spingono a continuare sulla strada delle proposte, in particolare dal punto di vista del design. Si punta anche a sviluppare caratteristiche sempre più al passo con i tempi, con il lancio di cassette postali accessoriate con porta-giornali, dispositivi anti-scasso, etc. Le linee variano a seconda delle esigenze del committente; certo è che per la maggiore vanno le cassette dalle forme pulite e lineari, realizzate in materiali dalla lunga durata come alluminio e ferro che ben si adattano a qualunque ambiente. Non manca comunque una buona offerta (definita dalle stesse aziende “una nicchia nella nicchia“) di cassette postali dalla forma classica, adatte ad abitazioni singole, prodotte in ghisa, ottone, fusione d’alluminio.

Trattandosi di un mercato di ‘iper nicchia’, i produttori presenti sul mercato non sono numerosi, e molti sono piccoli produttori e artigiani, alcuni specializzati in determinate categorie di prodotto (cassette da condominio, in acciaio, in legno, su misura, etc.). Le aziende principali sono due e propongono una gamma piuttosto completa. L’area geografica produttiva è sicuramente quella della Lombardia e del Veneto.

Innanzitutto capienza e sicurezza

Come detto prima, si tratta di un segmento in calo, o per lo meno stazionario. E’ vero che ogni casa – singola o condominio - ha una cassetta, ma la quantità e la qualità del materiale postale sono cambiate negli anni. Infatti molta posta ora arriva per via elettronica, in compenso è aumentato il numero di persone che ricevono giornali e libri tramite postino o corriere.
Va detto comunque che negli anni la percezione stessa di cassetta postale è cambiata e questo articolo anche in Italia sta diventando – in alcuni casi - un ‘oggetto di desiderio’ come già successo in Germania, Francia, Olanda dove la cassetta è un vero e proprio must, che caratterizza la casa. In questi paesi esistono articoli che costano oltre 200 euro, (si arriva in alcuni casi ai 700-800 euro) difficili da collocare in Italia che considera la cassetta postale un oggetto più che altro funzionale, utile, sicura, capiente, ma non è al centro di attenzioni estetiche particolari.

Si può parlare di macrofamiglie per destinazione – da interno o da esterno (70%) –, per formato – per lettera o per rivista, attualmente la più richiesta. Poi esistono diverse sottofamiglie che si distinguono in base ai materiali (ottone, alluminio, acciaio, rame, lamiera elettrozincata, policarbonato, ghisa, ferro battuto, legno), e al prelievo (anteriore o posteriore). Esistono poi le linee di prodotto – un esempio arriva dalla ‘serie per la pubblicità’ - che hanno una destinazione e un uso differente dalla classica cassetta postale, ma che sono sempre più richieste. Le normative europee hanno sicuramente influito sull’evoluzione tecnica di tutti i prodotti, che oggi vengono tutti realizzati seguendo le nuove indicazioni UE. Spazio quindi a prodotti per esterni e con dimensioni contenute che permettano la ricezione di corrispondenza formato A4 per adeguarsi al crescente traffico postale, con feritoie ampie e dotate di antiprelievo, serrature con oltre 3.000 combinazioni.

Grande attenzione al prezzo finale

Non considerata un bene primario, si guarda molto al prezzo più che alla qualità e il prodotto di importazione tira abbastanza, nonostante sia inferiore sotto molto aspetti al prodotto ‘made in Europe’. Il prezzo medio di una cassetta è di 25-40 euro, ma le gamme più complete comprendono anche referenze che superano i 100 euro.

Il mercato italiano è simile a quello di Grecia e Spagna, più vicini a noi anche nel gusto estetico, mentre appare molto differente, come già accennato, dai mercati tedesco e francese, che scelgono prodotti standard, legati a normative interne e a un design tipico. Spesso si tratta di prodotti dal prezzo spesso alto, di buona qualità per ciò che riguarda materiali e finiture. Cosa funziona meglio in Italia? Secondo le aziende, al consumatore italiano piace molto, quando si parla di cassetta singola quella in pressofusione di alluminio con il simbolo delle Regie Poste. A livello condominiale invece va per la maggiore il casellario dal disegno standard a norma comunitaria, mentre c’è un guizzo di creatività soltanto per ciò che riguarda il colore o la finitura.

Il ruolo della distribuzione

Centrale anche per questo segmento merceologico è l’argomento ‘distribuzione’. I canali di vendita principali sono la ferramenta (70%) e la rivendita edile (10%) – canale considerato il più vivace e attento all’esposizione e ambientazione del prodotto - soprattutto per gli articoli considerati più tecnici. In crescita la grande distribuzione specializzata, con una fetta di circa il 20%, seguita dalle imprese edili e dai rivenditori di materiale edile. Quali siano i migliori criteri di esposizione e promozione sul punto vendita sono argomenti che poche aziende produttrici considerano con attenzione. Tutte comunque concordano sull’importanza di questo aspetto per ‘attirare’ il cliente finale. Alcuni suggeriscono lo showroom (cassette ambientate) dove viene fornito lo studio della soluzione migliore, la didattica relativa – depliant, cataloghi, cd – oppure, in alternativa, la vendita a gondola destinata ai prodotti meno tecnici. Sempre più spesso le aziende puntano sull’ambientazione, sull’osservazione da vicino del prodotto finale, perché, dicono esistono soluzioni innovative riguardanti ad esempio la privacy della posta, ma devono essere illustrate e spiegate all’acquirente potenziale. Così per quello che riguarda gli accessori: porta-giornali, porta-pubblicità, e così via. Come poi spesso succede, anche in questo caso i produttori sottolineano la scarsa attenzione dimostrata dalla distribuzione all’esposizione del prodotto sul punto vendita.


Ottobre 2008