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TORNANO STUFE E CAMINI
Dopo che per anni sono stati relegati per lo più in case di montagna o in campagna, dove qualche volta neanche erano più utilizzati, stufe e camini sono tornati a essere interessanti agli occhi dei consumatori che ormai si erano abituati a identificare il calore unicamente con i radiatori.
Le ragioni che stanno facendo riscoprire il fascino della fiamma si possono ricercare da più parti: da un lato bisogni oggettivi: necessità di risparmiare i consumi energetici per alleggerire le bollette, e maggiore sensibilità alla tutela ambientale riducendo le fonti di inquinamento, dall'altro la riscoperta della stufa e del caminetto come elementi di arredo. Grazie all'industria che ha saputo rinnovarsi e innovare le sue proposte sia in termini di tecnologia, che negli ultimi anni si è molto evoluta, sia di design. Infatti, oggi ci sono stufe e camini con design studiato per adattarsi a qualsiasi stile abitativo.
Il mix tecnologico e di design raggiunto ha fatto sì che le vendite siano aumentate. Infatti secondo dati Ceced Italia Gruppo Unicalor l'anno scorso il comparto caminetti e stufe a legna ha registrato un incremento di fatturato del 20%. A questo risultato si è arrivati grazie soprattutto alle vendite di stufe a pellet la cui domanda, da circa tre anni, sta crescendo in maniera molto significativa perché alla facilità di utilizzo fanno anche eco i costi del combustibile (un derivato del legno) sicuramente competitivi rispetto ad altri di derivazione petrolifera.
Qualcosa di nuovo, qualcosa di antico
Il panorama delle stufe sul mercato è davvero molto ampio e variegato. Stufe elettriche, alogene, riscaldatori elettrici a raggi infrarossi, termoconvettori e termoventilatori di tanti tipi, modelli e dimensioni. Ma sono certamente le stufe a legna quelle che vanno per la maggiore. Sono state tutte migliorate nella resa termica e la scelta è ampia innanzitutto per materiali costruttivi: dalla ghisa all'acciaio, materiali che si scaldano in breve tempo; dalla terracotta alla maiolica e alla pietra ollare che si scaldano un po' più lentamente, ma che rilasciamo calore più a lungo; e poi ci sono le stufe cosiddette “miste” che sono in acciaio internamente, mentre all'esterno possono essere in ceramica e altri materiali che rilasciano il calore per tempi più lunghi. Ce ne sono, quindi, per tutti i gusti.
Certo la scelta dipende dalle esigenze. Le stufe a legna possono essere brucia tutto, con più bassa resa perché un 40-50% del calore prodotto dalla combustione finisce in canna fumaria, e con ricircolo di fumi che hanno una resa maggiore, spesso certificata dal produttore, in alcuni casi persino del 70-75%. Oltre che con legna da ardere, di diverse specie purché ben secca, ci sono stufe in cui è possibile utilizzare combustibili a basso costo come mais e cippato di gusci di mandorle e nocciole.
Mentre, come detto sopra, si vanno sempre più affermando le stufe a pellet, un particolare combustibile ricavato dalla segatura compressa che assicura una resa molto alta all'incirca doppia di quella del legno. Con il tempo queste stufe si sono evolute e sono arrivate ad avere un'altissima resa calorica tanto da essere considerate termo-caldaie capaci di riscaldare un intero appartamento; si caricano una volta al giorno e possono scaldare ininterrottamente anche fino a 100 ore. Ma oltre alle stufe tradizionali, a legna o pellet, si vendono bene anche le stufe a combustibile liquido che attualmente si possono utilizzare con sicurezza.
Camini, la riscoperta
Pur conservando inalterato tutto il fascino che ha sempre esercitato lo sfavillio delle fiamme, anche il caminetto è stato rivisitato. Si è evoluto tanto, fino ad assicurare prestazioni termiche molto elevate e diventare un termocamino, un’apparecchiatura in cui si combinano le caratteristiche del caminetto e della caldaia, che può essere utilizzato per riscaldare tutta la casa. In commercio ci sono diverse tipologie anche di caminetti e, oltre ai tradizionali a focolare aperto, ci sono quelli a focolare chiuso che sono provvisti di un portello anteriore in vetro ceramico resistente al fuoco, chiudibile una volta caricata la legna, e che consumano di meno rispetto a quelli aperti.
E ci sono i monoblocchi che, al contrario dei primi che riscaldano per irraggiamento, scaldano per convenzione e possono essere canalizzati per la diffusione del calore in altri locali. Il ritorno del caminetto è stato senza dubbio favorito in maniera determinante dallo sviluppo dell’inserto camino abbinabile a rivestimenti in diversi materiale, colore e finitura per costruire soluzioni di arredamento, sia tradizionali che moderne, adatte a ogni tipologia di ambiente. Infatti applicando la logica degli elementi prefabbricati, sono stati sviluppati strutture autoportanti ed elementi modulari così che ognuno possa adattare il caminetto allo stile della propria casa. questo ha soddisfatto non solo esigenze di tipo stilistico, ma anche impiantistico legati alle dimensioni del focolare, della cappa e della serranda che regola il tiraggio.
Il mercato secondo il produttore: Gdo e Gds, motori di sviluppo delle vendite
PVG Group, multinazionale olandese, opera da circa 25 anni nel settore Climatizzazione e benessere.Con un fatturato annuo di 230 milioni di euro, 200 dipendenti e 20 filiali nei principali Stati europei è leader nei settori Stufe portatili e Combustibili per stufe marchio Zibro cui, negli ultimi 10 anni, si sono aggiunti condizionatori, deumidificatori, umidificatori e purificatori. La Business Unit italiana per prima ha introdotto sul mercato nazionale le stufe portatili e il loro combustibile Zibro e ora, forte di una market share del 65% , con il suo staff contribuisce al successo di circa 2000 rivenditori di ferramenta/brico/garden/elettrodomestici/Gdo/Gds.
«La versatilità della stufa portatile a combustibile o, più semplicemente, di una Zibro, unita ad alti standard di qualità/servizio, ci sta permettendo costanti crescite annuali in doppia cifra. Questo successo – afferma Federico Bardini, Commercial Manager di PVG Italy Srl – è determinato dal crescente interesse che Gdo e Gds mostrano nei confronti delle nostre stufe, protagoniste delle prime pagine dei loro volantini durante il periodo autunno/inverno, poiché possono contare su un’alta rotazione e ottima marginalità. Come tante aziende che operano nel settore, stiamo assistendo a un graduale spostamento del nostro fatturato dal canale retail verso il canale Gdo che ora ha raggiunto una quota del 45%.
Per le stufe la una vendita è stagionale, mentre per il combustibile è abbastanza destagionalizzata in quanto la necessità di scaldare una seconda casa durante il week end è alquanto diffusa». In linea con le ultime tendenze del mercato e delle leggi relative ai gas serra è la novità che l'azienda sta presentando. Si tratta di ZibroBio, il primo biocombustibile per stufe che, grazie all’assorbimento di CO2 durante il ciclo vitale dei vegetali totalmente rinnovabili costituenti una parte della sua composizione, compensa le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione.
Un consumatore attento al rapporto spesa/resa
Sebbene il consumatore oggi sia informato, navighi sulla rete, le statistiche dicono che la maggior parte delle decisioni di acquisto avvengano all’interno del punto vendita dove è quindi fondamentale la consulenza del personale. Dell’offerta e dell’atteggiamento d’acquisto del consumatore abbiamo parlato con Sise Sulis, l'assistente alle vendite che si occupa del reparto stufe e camini presso il centro fai da te Self di Aosta. Qui l’assortimento è completo: un mix di varie tipologie di stufette per il riscaldamento elettrico, stufe a legna, comprese quelle a pellet.
L’esposizione è molto semplice: alcuni inserti camini sono posizionati all’esterno in una zona coperta a lato dell’entrata e subito dopo ci sono diversi tipi di stufe disposte su una scaffalatura a due ripiani. In maggior evidenza una grande stufa a pellet che fiancheggia la porta d’ingresso. “Abbiamo una scelta abbastanza ampia anche per quanto riguarda le fasce di prezzo che spazia dai 199 euro della stufa bruciatutto ai 1000 per stufe decisamente più costose. Nelle vendite non c'è una netta prevalenza di un tipo di stufa rispetto a un'altra – spiega – c'è una buona ripartizione. Forse vendiamo in più qualche stufa a combustibile liquido.
In genere si preferiscono le stufe bruciatutto per le seconde case in montagna e/o negli appartamenti dati in locazione dove solitamente si utilizza il prodotto di fascia medio-bassa. Non abbiamo articoli di fascia altissima, ad esempio con particolari rivestimenti ceramici, perché siamo orientati a una clientela di fascia media. Stufe e inserti camino sono per noi articoli stagionali e non abbiamo un assortimento per tutto l’arco dell’anno. C’è richiesta dalla metà di agosto fino a fine febbraio, periodo in cui rifacciamo l’esposizione introducendo sempre qualche modelli nuovo.
Abbiamo diverse marche, in media 3-4 per le stufe a legna, comprese quelle a pellet; 2 marche per le stufe a combustibile liquido; una sola per le stufe a gas e per quelle catalitiche. Di solito il consumatore medio guarda all'estetica della stufa che è la prima cosa che colpisce poi, però, l’attenzione si sposta al consumo perché attualmente si tende a ottimizzarlo. Il cliente valdostano non mira principalmente al prodotto di primo prezzo; si orienta sulla fascia media con buon compromesso costo/ beneficio. Principalmente è attento a un buon rapporto spesa/resa e vuole garanzia che la stufa abbia costantemente un buon funzionamento”.