AUMENTANO I FURTI NEI SUPERMERCATI
AUMENTANO I FURTI NEL RETAIL


E’ allarme tra i commercianti italiani per l’aumento di quelle che in gergo vengono chiamate ‘differenze inventariali’, cioè quei prodotti che - esposti sugli scaffali dei supermercati - non vengono venduti perché rubati da clienti, dipendenti e fornitori. Se in Europa le differenze inventariali nel corso degli ultimi 12 mesi sono cresciute moderatamente (+0,8%), l’Italia con un aumento del 4,1%, è tra i paesi con il maggior incremento percentuale di differenze inventariali sul fatturato, salite all’1,28% rispetto all’1,23% del 2007, per un ammontare di 2,97 miliardi di euro di furti perpetrati ai danni di supermercati e grandi magazzini italiani, che rappresentano una indebita tassa sui consumatori onesti da parte dei taccheggiatori.

E’ questo in sintesi il risultato che emerge dal secondo Barometro mondiale dei furti nel retail, commissionato da Checkpoint Systems (multinazionale specializzata nella produzione di sistemi per la sicurezza e la protezione dei prodotti) e condotto dal Centre for Retail Research, che ha raccolto i dati sulle differenze inventariali di 920 retailer di 36 paesi distribuiti su cinque continenti, responsabili di 115.612 punti vendita e con un fatturato complessivo di 554.454 milioni di euro. Lo studio rivela che a fronte di una riduzione globale dell’1,5% e di un moderato incremento (+0,8%) in Europa nei tassi di differenze inventariali, l’Italia è il terzo paese al mondo ad aver registrato il maggior aumento nell’ultimo anno subito dopo Austria e Svizzera (rispettivamente +7,4% e +5,2%), che però registrano differenze inventariali più basse in termini assoluti (1,01%). I furti commessi da parte dei clienti rappresentano la causa principale delle differenze inventariali per quanto riguarda i retailer, con un dato che sfiora il 50% pari a 1.470 milioni di euro, seguiti dai furti a opera dei dipendenti (30%) e fornitori (6,7%). Rispetto alla media europea, l’Italia registra un livello maggiore del 2% circa di perdite dovute ai furti da parte dei clienti.

Gli articoli più rubati

Nella lista dei prodotti più rubati il maggiore incremento l’hanno fatto registrare i capi d’abbigliamento, cresciuti del 18,3% negli ultimi 12 mesi. Ma non solo beni voluttuari; oggetto delle attenzione dei ladri sono anche i generi alimentari e in particolare i ‘freschi’ e spesso di valori modesti (+16,3%). Al terzo posto salgono i prodotti high tech (+12,6%), per i quali i furti sono stati particolarmente elevati sulle nuove linee di prodotti e sugli articoli up to date come i videogiochi del momento, Ipod e fotocamere digitali, oltre che sui prodotti natalizi. I retailer hanno stimato di aver perso in media dal 5 all’8% delle nuove linee di prodotti per i grandi titoli o gli articoli natalizi.

Per correre ai ripari, se i supermercati più piccoli mettono sotto chiave i beni più preziosi, le grandi catene puntano su barriere ‘intelligenti’ a radiofrequenza, etichette antitaccheggio sottilissime, sempre più piccole e invisibili che possono essere inserite all’interno dei prodotti direttamente in fabbrica e molto difficili da manomettere, ma anche su videosorveglianza collegati a software di gestione degli allarmi e personale antitaccheggio. Perché quello che si chiude a chiave non si ruba, ma si vende ancora meno. Sempre secondo la ricerca Checkpoint Systems, nell’ultimo anno i più presi di mira dai ladri sono stati - a sorpresa - i discount (+6,2%) e i piccoli supermercati (+4,6%). Un lieve calo dei furti si è invece rilevato negli iper (-0,2%), sempre più protetti e controllati grazie agli investimenti in sicurezza.

L’identikit del ladro

Secondo la psicologa Isabella Corradini, professoressa di Psicologia Sociale applicata al Crimine presso l’Università degli Studi dell’Aquila, è possibile individuare più tipologie di ladri/taccheggiatori in funzione delle motivazioni e degli strumenti impiegati per compiere il furto. Se infatti i professionisti considerano il taccheggio un vero e proprio ‘lavoro’ al punto da investire tempo e risorse per la sua pianificazione (i cosiddetti furti su commissione), diverso è il caso dei dilettanti/occasionali sia perché la metodologia impiegata non è paragonabile a quella dei professionisti, sia perché il compimento del furto è sporadico e non sistematico (si pensi alla persona che ruba per necessità). Anche il tipo di merce sottratta è essenziale per identificare i diversi ladri: le donne dai 30 anni in su sono particolarmente interessate all’abbigliamento, alla lingerie e ai prodotti cosmetici; gli uomini preferiscono invece vini pregiati e superalcolici; i giovani puntano all’ultima novità in fatto di cellulari, Ipod e videogame. Prodotti quasi sempre voluttuari e costosi dunque, tranne che per le famiglie e gli anziani in difficoltà economiche, sorpresi sempre più spesso a sottrarre prodotti alimentari e quasi sempre poco costosi perché – come sottolineato dai ricercatori - chi è costretto a rubare per necessità, lo fa solo per lo stretto indispensabile e cercando di arrecare anche il minor danno possibile.


Gennaio 2009