FRANCHISING AVANTI PIANO
La crisi si fa sentire anche nel settore dell’affiliazione commerciale, anche se il sistema tiene. A dirlo sono i dati presentati da
Assofranchising sull’andamento del settore nel primo semestre del 2008. In un quadro che gli analisti definiscono di “
crisi acuta dei consumi” che si sono ulteriormente accentuati, l’aggiornamento dei macrotrend riferiti al franchising mostra che i principali indicatori del franchising – giro d’affari, insegne operative, punti vendita – si attesteranno alla fine dell’anno in corso in sostanziale
stabilità rispetto al 2007. In altre parole, il volume d’affari rimarrà stabile e le reti di vendita cresceranno in modo molto contenuto. Nello specifico si prevede una variazione del giro d’affari delle reti contenuto tra 0% e 1,5%, delle insegne fra 0% e 2%, percentuale uguale a quella dei punti vendita in franchising.
Le proiezioni sottolineano dunque una
sostanziale tenuta del comparto dell’affiliazione nonostante la crisi che coinvolge sia i consumi che il commercio, un’ulteriore prova dell’efficacia della formula del franchising. Un risultato, dicono in
Assofranchising, che dimostra ciò che è noto a livello internazionale: il franchising non solo consente, nelle congiunture positive, di cogliere tutte le opportunità di crescita e affrontare la forte
competitività dei mercati, ma anche di superare meglio le fasi di crisi, anche acute come quella che stiamo vivendo, e di congiuntura negativa. Tutto questo grazie all’alleanza fra il singolo imprenditore commerciale e l’impresa organizzata che rappresenta una combinazione vincente sia per lo
sviluppo, sia per la spinta a ‘tenere duro’ nei momenti di difficoltà.
Riguardo alla distribuzione territoriale per macro-aree,
il Nord è sempre in pole position con il 59% dei franchisor, seguono il Centro con il 23% e il Sud con il 18%. Nel dettaglio, guida la classifica delle regioni ancora la Lombardia, dove hanno base il 25,7% delle insegne, quindi il Lazio (12,3%) e il Veneto (10,9%).
Ottobre 2008