MONITORAGGIO GDS AL SETTEMBRE 2008
MONITORAGGIO GDS AL SETTEMBRE 2008


687 punti vendita per oltre 1 milione e cinquecentomila metri quadrati dedicati alla superficie espositiva. Questi i numeri del primo semestre 2008, dedicati, come di consueto, alla rilevazione della moderna distribuzione specializzata del bricolage. La novità di questo monitoraggio è l’ingresso di una nuova insegna: Brikò. 4 negozi per 11.000 metri quadrati. Detto questo, ciò che vale la pena segnalare e credo sia sotto gli occhi di tutti è il proseguire dello sviluppo che, se diventa più contenuto in termini di spazio di vendita, rimane comunque in aumento, rispetto al numero delle unità.

Un elemento distintivo per la distribuzione del bricolage a dispetto della negativa congiuntura economica che comunque si fa sentire anche nel settore bricolage rendendo gli investimenti più cauti. In tal senso è interessante il paragone con la rilevazione dello stesso periodo nel 2007. Così se il al 30 giugno 2008 l’incremento della superficie espositiva è stato dell’11,4% va ricordato che per lo stesso periodo, nel 2007, si superò il 16%. Maggiormente positivi i dati riguardanti l’incremento del numero dei punti vendita (13,7 contro il 13,3 del primo semestre 2007) e decisamente diversi quelli relativi ai negozi diretti e al franchising. E infatti se nel 2007 l’apertura dei centri diretti era aumentata solo del 9,8% e quella dei negozi in franchising aveva ottenuto un eccellente +20%, al 30 giugno 2008 i centri diretti registravano un aumento di poco superiore al 13% mentre il franchising si è attestato quasi al 15%.

Progressione costante per il franchising e nuovo impulso alle aperture dirette

Dalla fine del 2007 al 30 giugno 2008 sono stati 42 i punti vendita inaugurati (al saldo dei quattro negozi della nuova insegna Brikò). Di questi 27 sono state aperture dirette e “solo” 15 quelle relative alle affiliazioni. Un deciso balzo in avanti per le aperture dirette che, al 30 giugno 2007 furono solo 11, mentre il franchising ebbe 17 aperture, confermando il progressivo ma costante aumento di rilevazione in rilevazione.

Per quanto riguarda le insegne, nel dettaglio, in questo primo semestre tra le insegne più dinamiche si conferma Brico Io con 7 aperture e l’FDT Group che ha visto l’ingresso di ben 7 nuovi punti vendita, grazie all’adesione di due nuove realtà: Hobbymarket di Montichiari (BS) in qualità di affiliato e Bricosarda di Sestu, in provincia di Cagliari con ben 6 punti vendita. Segue Brico Ok con 6 nuovi associati e Bricocenter con cinque punti vendita. Segna un po’ il passo lo sviluppo di Bricofer – eravamo abituati a performance più dinamiche - che però ritorna in attivo con un saldo di 2 negozi in più (ricordiamo che tra il primo e secondo semestre 2007 l’insegna romana aveva segnato una unità in meno) e, soprattutto, un aumento della metratura media che è passata progressivamente dai 1.003 mq del dicembre 2006 ai 1.133 mq di quest’ultima analisi. Per quanto riguarda le affiliazioni, anche in questo caso Brico Io è al comando con 5 nuovi negozi in affiliazione, seguita dalle insegne Bricocenter e Brico Ok con 4. Omogeneità invece per le aperture dirette dove FDT Group a parte, tutte le insegne - quindi anche chi non fa affiliazioni – registrano 1 o al massimo 2 nuove aperture. Bricofer, Castorama, Obi, Punto Brico, Punto Legno, Brico Italia con due aperture ciascuno, Self con una e Bricomania invece con tre negozi che però complessivamente – tra nuovi ingressi e fuoriusciti – abbassano notevolmente la superficie media del proprio negozio tipo: da 1650 mq del giugno 2007 agli attuali 907.

Sempre più “Sud” nel bricolage italiano

Scende la metratura complessiva dei punti vendita rispetto al superficie espositiva totale. Il negozio tipo di prodotti per il bricolage si attestava sui 2.250 mq nel primo semestre del 2007, scendeva a 2.245 nella seconda parte dell’anno, per diminuire ancora a 2.204 mq in quest’ultimo monitoraggio. Una delle interpretazioni possibili potrebbe risiedere nel maggiore sviluppo nelle aree geografiche di Sud e Isole dove notoriamente le metrature sono più piccole rispetto al Centro e al Nord della Penisola. Tant’è che la superficie media di un centro bricolage del Nord Est è i 2.715 mq contro i 1.666 del Sud e Isole. In questo senso è interessante notare come il nord (Ovest ed Est) rappresenti oltre il 47% dei punti vendita ubicati sul territorio nazionale a fronte di un 56% di quota relativa alla superficie espositiva. E infatti se il Nord Est si offre alla sua clientela mediamente i negozi più grandi anche nel Nord Ovest la metratura media, pur diminuendo, è comunque superiore ai 2.400 mq. Inferiore ai 2.000 mq è invece anche il Centro Italia con una media di 1.890 mq a negozio. E’ comunque interessante segnalare il progressivo aumentare di quote percentuali a Sud, almeno per il numero dei punti vendita. Sono infatti più di 9 i punti percentuali relativi alle perdite registrate dall’area Nord a favore del Sud, così come il Centro che dopo una crescita dal 24 al 27% tra il primo e il secondo semestre del 2007, perde lo 0,4% di quota scendendo al 26,6%.

Il futuro senza Castorama Italia

Parlare di futuro non è semplice alla luce di quanto successo nel scorso mese di luglio e ufficializzato al 1° di agosto. Il riferimento va ovviamente alla vendita di Castorama Italia e alle ripercussioni che questo avrà sul mercato italiano del bricolage. Chi scrive non è particolarmente felice di quanto accaduto. Intanto perché esce dall’Italia un attore protagonista che molto ha fatto per lo sviluppo del bricolage nel nostro Paese e soprattutto perché ora la sproporzione tra un colosso come l’attuale gruppo Adeo e la restante realtà delle insegne nazionali rischia di stravolgere il sano concetto di concorrenza che è il “sale” del commercio. Anche per quanto riguarda lo sviluppo sul territorio si aprono molte incognite: sotto quale insegna verranno riaperti gli esercizi ex Castorama? Si può presumere che le grandi superfici vadano ad appannaggio di Leroy Merlin e quelle minori di Bricocenter, non dimenticando che tra pochi mesi dovrebbe entrare in scena anche la nuova insegna del gruppo, a nome Bricoman. Addirittura si può ipotizzare che alcune aree vengano convertite in utilizzi commerciali completamente diversi dal bricolage. Per questo fare previsioni in questo momento è difficile, soprattutto se a quanto accaduto sommiamo un andamento del mercato che gli operatori definiscono “in linea con l’anno scorso” e quindi non particolarmente brillante.

Settembre 2008