Bosch: per produrre energia elettrica basta un foglio sottile

Bosch e Basf lavoreranno fianco a fianco per le ricerche sul fotovoltaico organico (FVO). Hanno infatti siglato una partnership per lo sviluppo di una nuova generazione di pannelli fotovoltaici che renderanno l'energia solare più competitiva, contribuendo in modo fattivo alla riduzione delle emissioni dei gas serra e alla conservazione delle risorse non rinnovabili.

Bosch si è impegnata nello sviluppo di una nuova generazione di pannelli fotovoltaici, offrendo una tecnologia in grado di coniugare sicurezza energetica ed efficienza economica. Lo scopo è quello di utilizzare nuovi materiali, diversi dal tradizionale silicio, processi di produzione e tecnologie di installazione per rendere le celle solari organiche più convenienti ed efficienti nel lungo periodo. L'obiettivo è di passare, entro il 2015, dall'attuale 5% al 10% della radiazione solare assorbita, che può essere convertita in energia elettrica, con una vita utile della cella solare di almeno 20 anni.

La nuova tecnologia permetterà così di aprire la strada alla produzione di energia sostenibile e renderà più competitiva l'energia solare. Nel 2006 la vendita globale di moduli fotovoltaici è arrivata al valore di 8 miliardi di euro. Secondo le previsioni, il segmento dovrebbe crescere del 20% annuo tra il 2007 e il 2020. Il ministero federale tedesco per la formazione e la ricerca (BMBF) offrirà 60 milioni di euro per le ricerche finalizzate allo sviluppo di questo interessante mercato. I partner industriali dell'iniziativa, tra i quali Bosch e BASF, società chimica leader mondiale nel suo settore, programmano invece di spendere sino a 300 milioni di euro. Questa iniziativa per promuovere il fotovoltaico organico è un esempio di unione sinergica volta a favorire l'investimento in nuove tecnologie a tutela dell'ambiente.

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