
La produzione italiana di casseforti professionali e per uso domestico è molto conosciuta e considerata di notevole qualità a livello mondiale. E’ difficile però avere dati precisi su questo segmento della sicurezza. Infatti l’associazione di categoria Acica che fa capo ad Anima - rileva il comparto delle casseforti a uso privato e di quelle professionali insieme ad altre due referenze che fanno parte del vasto settore destinato alla sicurezza: le porte corazzate e le cassette di sicurezza.
Tenendo conto di ciò, rispetto al 2005 la prevista crescita in valore si dovrebbe attestare intorno al 9%, pari a oltre 77 milioni di euro, mentre il 2005 rispetto all’anno precedente aveva registrato una flessione del 5,6% (pari a 71 milioni contro i 75 del 2004). Anche l’export dovrebbe avere, secondo le previsioni Anima, un aumento rispetto allo scorso anno di oltre il 7% (circa 22 milioni di euro). Per contro il numero di addetti è calato in modo costante, anche se lento, passando dai 1.035 del 2004 ai 945 addetti del 2006 (previsto un -5,5% rispetto al 2005). Quindi dopo una chiusura 2005 in negativo, il consuntivo del 2006 prevede una discreta, anche se lenta, ripresa grazie a una crescita dell’economia mondiale dalla quale l’Italia avrà dei ritorni positivi sia per le vendite che per l’export.
Oltre che dai dati, il buon andamento dell’anno che si sta concludendo è confermato in generale anche dalle aziende produttrici, per le quali il 2006 è stato molto positivo grazie anche a un prodotto come la cassaforte che può contare su un grande potenziale innovativo e su un ampio spazio per crescere ulteriormente. Il mercato della sicurezza della casa in Italia ha fatto nell’ultimo decennio buoni progressi. La protezione della persona, della casa e dei beni non sono più concetti astratti, bensì sono entrati nelle logiche costruttive delle nuove abitazioni e fanno oramai parte delle esigenze delle famiglie italiane, come dimostrato anche dai dati citati sopra.
Un mercato ancora legato alla tradizione
In Italia il numero delle aziende produttrici è molto grande, e al suo interno coesistono sia aziende monoprodotto - specializzate in un articolo ben preciso (casseforti low price, armadi blindati porta-fucili, referenze per i supermercati, per chi trasporta beni preziosi e così via), sia realtà che puntano su tutta l’ampia gamma dei prodotti per la sicurezza. Non è possibile localizzare un vero polo produttivo, anche se molte aziende sono concentrate prevalentemente nella zona Centro-Nord (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna).
La categoria ‘cassaforte’ può essere suddivisa in due famiglie principali: una comprende le tipologie a uso residenziale; l’altra invece articoli per il settore dell’ospitalità o per altri settori professionali (come banche, supermercati, gioiellerie, solo per citare i principali). A sua volta il comparto a uso residenziale si divide tra cassaforte a muro e versione a mobile.
Le casseforti sono poi equipaggiate con diversi tipi di chiusura: a chiave, con combinatore meccanico o elettronico, o un mix di entrambe le chiusure. Un punto ‘nevralgico’ di questo prodotto, interessato da una continua evoluzione tecnica che ha visto passare i sistemi di chiusura dal tradizionale sistema con serratura a doppia mappa agli attuali combinatori elettronici e transponder. L’altra spinta innovativa riguarda lo sportello - ora reso ancora più resistente - amovibile: fino a qualche anno fa infatti lo sportello non era sostituibile e se veniva danneggiato o scassinato in caso di furto, la cassaforte andava cambiata completamente con un costo maggiore.
Secondo i produttori agli italiani piace soprattutto la cassaforte a muro con combinazione elettronica, anche se poi esistono delle differenze non solo di tendenza, ma anche di natura geografica. Nelle regioni meridionali viene preferita la combinazione a chiave, una scelta dovuta probabilmente alla maggior presenza di località marine, dove la salsedine avrebbe un effetto negativo sulle combinazioni elettroniche. Se guardiamo ai trend di consumo pare invece prendere sempre più piede la versione a mobile rispetto al modello a muro, che fino a qualche anno fa rappresentava il 90% del totale. Oggi, parlando di casseforti per uso domestico, i modelli a mobile hanno raggiunto una quota di mercato del 15-20%.
Come scegliere una cassaforte
L’articolo con il miglior rapporto qualità/prezzo è ancora realizzato in Italia e, almeno per il presente, la Cina non rappresenta un vero pericolo per le aziende nazionali, anche se i prodotti orientali esistono anche qui, ma sono privi dei requisiti minimi di qualità che il prodotto cassaforte deve necessariamente avere. Il prezzo varia e i responsabili d’azienda sottolineano come nella gds l’acquirente riesca a trovare articoli a 20 euro, ai quali tuttavia va aggiunto - se si parla di casseforti a muro - il costo di installazione che supera abbondantemente un prezzo così basso.
Il modello a muro appena citato è quello che ad oggi, come già ricordato prima, va per la maggiore tra gli acquirenti italiani e questa è la differenza principale con i mercati stranieri. Ad esempio in Gran Bretagna piacciono di più le casseforti a mobiletto, che non necessitano di nessun lavoro di installazione, possono essere spostate e sono altrettanto sicure. Nel mercato anglosassone le casseforti sono più ‘quotidiane’ che in Italia, così come altri articoli del settore come ad esempio le valigette blindate a forma di cassaforte, usate non solo dai commercianti, ma anche da chi trasporta il laptop. Un atteggiamento che nasce da un approccio diverso alla protezione dei propri beni: più furti si verificano e maggiore è la richiesta del consumatore di selezionare il prodotto più adeguato per le sue esigenze.
Sempre in tema di estero, secondo l’elaborazione Anima su dati Istat comprensiva anche di porte corazzate e cassette di sicurezza, la quota in valore destinata al mercato internazionale è di circa il 7,2%, ma alcune aziende vantano percentuali a due cifre. Nel 2005 i paesi destinatari di questi articoli made in Italy erano localizzati nell’America del Centro-Sud e del Nord, in Cina e più in generale in Asia; in Europa primeggia la Romania. Crescono (ma i dati si riferiscono sempre al 2005) per contro anche le importazioni di prodotti a basso costo provenienti dalla Cina e dalla Romania. La quota di prodotto importato si aggira attualmente intorno al 41%, ma va sempre ricordato che questo dato si riferisce a un segmento che non prevede solo le casseforti.
Quanto è importante comunicare i plus
I canali distributivi del prodotto cassaforte sono essenzialmente due: quello della ferramenta e della grande distribuzione specializzata e in entrambi le aziende operano apparentemente con soddisfazione uguale. La ferramenta rimane però, come tiene a precisare qualcuno, il canale principale perché qui il cliente finale – che difficilmente acquista d’impulso ma lo fa in modo più meditato - riceve tutte le informazioni sulla sicurezza del prodotto, sulla facilità d’uso e di installazione. La cassaforte è un articolo tecnico e come tale necessita di personale preparato e in grado di trasmettere al potenziale acquirente le peculiarità e i vantaggi di un prodotto, aspetto che spesso è trascurato nella grande distribuzione.
La formazione degli addetti alla vendita è un momento impegnativo e importante per le aziende che spesso occupano personale specializzato e dedicato proprio a informare i commessi dei punti vendita-clienti. Un impegno ‘pesante’ dal punto di vista economico ma che funziona con la soddisfazione di tutte le parti coinvolte: produttori, retailer e consumatori. Le aziende puntano anche sui materiali creati ad hoc per il punto vendita, spesso sotto forma di leaflet cartacei a disposizione sia del rivenditore che del cliente finale. C’è anche chi offre soluzioni realizzate appositamente per l’esposizione, con la presentazione dei prodotti a scaffale attraverso l’ausilio di computer e video touch-screen per dare tutte le informazioni e i consigli utili sui prodotti esposti. Inoltre ogni esposizione, e il relativo software del computer, viene personalizzata in funzione dello spazio disponibile e dei prodotti selezionati.
Lavorare con impegno sui punti vendita per far vedere, toccare e conoscere il prodotto è fondamentale per questo settore. Infatti il ricorso all’advertising classico – in altre parole la pianificazione su stampa, sia consumer che trade, e su tv - è fuori dalla portata delle aziende produttrici perché troppo costosa rispetto a un prodotto non di largo consumo come la cassaforte non è un prodotto di largo consumo.