FEHRENBACH, CEO DI BOSCH E LA RECESSIONEA seguito della recessione economica globale, il
Gruppo Bosch ha registrato un
calo del fatturato e degli utili. Con un giro di affari di
45,1 miliardi di euro, la flessione delle vendite su base annua si è attestata al
2,6%. Al netto degli effetti valutari, il calo è stato pari allo
0,5%. L'utile al lordo delle imposte è di 940 milioni di euro, a fronte dei 3,8 miliardi di euro realizzati l'anno precedente, mentre la
redditività sul fatturato ha segnato un 2,1%, attestandosi al di sotto del target a lungo termine del 7-8%. Inoltre, nonostante la crisi congiunturale, Bosch nel 2008 ha continuato con notevoli
investimenti, con ben 10 miliardi di euro.
"In tempi così difficili, la ricerca, lo sviluppo e gli investimenti rappresentano la base per un futuro più sicuro", ha dichiarato alla conferenza stampa annuale
Franz Fehrenbach, CEO del
Gruppo Bosch. Sempre per
la ricerca e lo sviluppo è stata investita la cifra record di
3,9 miliardi di euro. Nel mondo sono oltre 32.500 i collaboratori che lavorano su progetti orientati al futuro.
Bosch ha investito la ragguardevole cifra di 3,2 miliardi di euro per le acquisizioni, rafforzando tutte e tre le divisioni aziendali ed ha, inoltre, registrato investimenti in beni patrimoniali pari a 3,3 miliardi di euro.
Sincera l’ammissione di
Fehrenbach che ha affermato che "per tutto il 2009 è prevista una
profonda recessione, confermata dai risultati del primo trimestre, segnata da un deciso calo delle vendite".
"Tuttavia, secondo le nostre stime, la seconda metà dell'anno dovrebbe mostrare i primi, seppur minimi, cenni di stabilità". Tuttavia, per quanto riguarda le vendite del settore di business
Beni di Consumo e Tecnologie Costruttive, il Gruppo, pur rallentando, ha registrato un incremento dell'
1,4%, che ha portato il fatturato a
11,9 miliardi di euro. Espressa in valuta locale, la percentuale della crescita è stata del 4,2%. Questo rallentamento è da imputare innanzitutto alla
crisi del mercato immobiliare negli Stati Uniti e nei principali mercati europei e questo vale in particolare per gli elettroutensili, gli elettrodomestici e i sistemi di sicurezza.
Per approfondimenti leggi Bricomagazine maggio/giugno 2009Aprile 2009