
Dalle pagine di Bricomagazine abbiamo avuto già modo di leggere la notizia dell’accordo societario tra la Baywa e il Consorzio Agrario di Bolzano per la diffusione in franchising dell’insegna TuttoGiardino. Si tratta di uno dei casi, probabilmente il più importante e strutturato, di una tendenza decisamente in atto: i Consorzi Agrari, considerando la loro penetrazione territoriale e la migliore marginalità dei prodotti hobbistici per il giardino, stanno ristrutturando le loro agenzie in moderni punti vendita a libero servizio decisamente orientati verso il pubblico degli hobbisti e delle famiglie.
Oltre all’esperienza di TuttoGiardino del Consorzio Agrario di Bolzano, che peraltro comprende oltre al giardino anche merceologie tipiche del bricolage, si segnalano i Consorzi di Bologna e Modena, quello di Siena, di Forlì, l’insegna Garden & Zoo del Consorzio di Como e altri ancora. E’ certamente una tendenza che sta muovendo i primi passi ma che potrebbe avere un futuro molto importante per il comparto dei prodotti per il giardinaggio. I motivi per cui si può prevedere un rapido sviluppo e un altrettanto rapido successo dei Consorzi Agrari sono molteplici.
In primo luogo la realtà distributiva anomala esistente in Italia nel settore del giardinaggio hobbistico. Si tratta infatti dell’unico mercato che in Italia non presenta una struttura distributiva normalmente definita “tradizionale”. Se nel bricolage, a fronte della grande distribuzione specializzata, esistono le tradizionali ferramenta, utensilerie e colorifici, nel giardinaggio non troviamo un canale distributivo che “tradizionalmente” soddisfa le esigenze dei consumatori. Ci sono i vivaisti e i florovivaisti, i quali però, in quanto imprenditori agricoli hanno seri problemi legislativi nell’affrontare la vendita al pubblico di prodotti per il giardinaggio, fatte salve le piante e i fiori di loro produzione.
Botanic e la capillarità
sul territorio dei Consorzi
Il risultato è che sono pochissimi i vivai che garantiscono
al consumatore un’offerta merceologica appena sufficiente. Altrettanto
pochissimi, gli esperti li quantificano in meno di 300 punti di vendita sul
territorio nazionale, sono i cosiddetti “garden center”. In questo caso sono
realtà strutturate, multimerceologiche e in grado di assistere la famiglia
amante del verde in casa o quella che ha la fortuna di possedere un giardino in
tutto e per tutto. Per queste loro caratteristiche spesso i garden center sono
punti di vendita di successo, ma, come abbiamo già detto troppo pochi per
essere rappresentativi del comparto. Teniamo a parte quella che possiamo
definire come l’unica insegna di grandi distribuzione specializzata nel
giardinaggio, che è la francese Botanic. Una bellissima insegna ma appunto
unica nello scenario distributivo verde italiano.
Le altre realtà distributive del mondo del giardinaggio sono estremamente specializzate, alludiamo ai rivenditori di macchine per il giardino e alle rivendite agrarie, e tendenzialmente orientate al consumatore professionale. Una distribuzione tradizionale quindi sostanzialmente inesistente, tanto da non essere nemmeno compresa nelle Pagine Gialle: la voce “garden center” non esiste come non esiste nessun’altra categoria che possa essere d’aiuto al consumatore che vuole trovare un punto di vendita per i suoi acquisti.
Una situazione distributiva che certamente ha agevolato e tutt’ora agevola il successo dei reparti di prodotti per il giardino della grande distribuzione del bricolage, unico vero, chiaro e ben identificabile riferimento per il consumatore. I Consorzi Agrari, per come si stanno ristrutturando potrebbero nei prossimi anni insidiare questa supremazia della Gds, ponendosi presso i consumatori come punto di riferimento tradizionale per la vendita assistita di prodotti per il giardinaggio. Hanno tutte le carte in regola per poterlo fare: hanno una buona penetrazione nel territorio (i punti di vendita che fanno capo ai Consorzi Agrari sono circa 2.000), hanno un’immagine professionale e confortante per chi ha bisogno di suggerimenti e consigli, hanno metrature spesso significative e hanno un know how specifico assolutamente non trascurabile.
31/12/2008, l’urgenza
di fare margine
Ma non solo i Consorzi Agrari, soprattutto oggi, hanno la
urgente necessità di fare profitto veloce e la marginalità che gli consente il
prodotto per il giardinaggio con l’agricoltura ovviamente la possono solo
sognare. La necessità di fare cassa a buoni margini è comune a qualsiasi
impresa della distribuzione, ma per i Consorzi Agrari oggi è vitale. Dopo il
grande crack Federconsorzi (1991) e la liquidazione di tutti i beni, i Consorzi
Agrari, immediatamente messi tutti in liquidazione coatta amministrativa, hanno
avuto la possibilità di accedere all’esercizio provvisorio, il che significa
congelamento dei debiti (a discrezione del giudice e dell’andamento del
Consorzio il quando pagarli) e riscossione dei crediti.
Una situazione privilegiata che ha consentito a molti Consorzi di risollevarsi dalla grave situazione debitoria e tornare quindi in regime ordinario. Il problema è che oggi i Consorzi tornati in regime ordinario devono consolidarsi velocemente e quelli ancora in liquidazione con esercizio provvisorio hanno una grande corsa da fare fino al 31 dicembre 2008, data fissata dal decreto legge 181 del 2006 (Governo Prodi) che ha abrogato la legge 410 estendendo così anche ai Consorzi Agrari la legislazione del nuovo diritto societario.
Ciò significa che i Consorzi in bonis dovranno adeguare i loro statuti e diventare cooperative a mutualità prevalente e quelli in liquidazione dovranno invece presentare entro la fine dell’anno un progetto di concordato approvato dall’attività di vigilanza. Ecco perché lo sviluppo dei Consorzi Agrari verso nuovi mercati è tanto veloce e tanto importante. Naturalmente con il cambio di Governo è possibile che intervengano nuove variazioni della situazione, tuttavia è un dato certo che le agevolazioni di un tempo non potranno durare a lungo.
Detto questo bisogna rilevare che gran parte dei Consorzi Agrari del nord e buona parte di quelli del centro dell’Italia hanno trovato dei buoni assetti e stanno lavorando molto bene in termini di ristrutturazione e rilancio: l’attenzione per il giardinaggio e l’hobbistica è una tendenza proprio di queste realtà. Molto diversa è la situazione nel meridione del Paese dove assai più probabili saranno le chiusure di agenzie e di Consorzi.
Comunque vada riteniamo che quella dei Consorzi Agrari sia una realtà che vale la pena tenere d’occhio perché, soprattutto nelle regioni del nord, ha forti potenzialità di crescita nel mercato al dettaglio dei prodotti per il giardino ma non solo: l’animaleria e il pet food sono già una realtà nei punti vendita ristrutturati di recente e, per esempio, nell’insegna TuttoGiardino troviamo anche un ampio reparto di prodotti per il bricolage. Un’opportunità per le aziende, una preoccupazione per la distribuzione del nostro settore.
CONSORZI AGRARI IN GESTIONE ORDINARIA (al maggio 2008 – Fonte: Assocap)
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Alessandria |
Novara |
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Ancona |
Padova-Venezia |
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Bergamo |
Palermo |
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Bologna-Modena |
Parma |
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Bolzano |
Pavia |
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Chieti-Pescara |
Pesaro-Urbino |
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Cosenza |
Piacenza |
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Cremona |
Piceno |
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Firenze |
Pisa-Lucca-Massa-Pistoia |
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Forlì-Cesena-Rimini |
Province del nord-ovest |
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Friuli Venezia Giulia |
Ravenna |
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Grosseto |
Reggio Calabria |
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Latina |
Reggio Emilia |
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Lecce |
Sardegna |
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Livorno |
Siena |
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Lombardo-Veneto |
Treviso-Belluno |
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Milano-Lodi |
Varese |
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Viterbo |
CORNSORZI AGRARI IN GESTIONE COMMISSARIALE (al maggio 2008 – Fonte: Assocap)
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Agrigento |
CONSORZI AGRARI I LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA CON ESERCIZIO PROVVISORIO (al maggio 2008 – Fonte: Assocap)
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Benevento |
Ragusa-Siracusa |
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Campobasso-Isernia |
Rieti-Terni |
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Caserta |
Rovigo |
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Catania-Messina |
Salerno-Napoli-Avellino |
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Catanzaro |
Sassari |
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Como-Sondrio-Lecco |
Teramo |
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Ferrara |
Torino |
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Foggia |
Vercelli |
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Macerata |
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Perugia |
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CONSORZI AGRARI I LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA SENZA ESERCIZIO PROVVISORIO (al maggio 2008 – Fonte: Assocap)
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Aosta |
Liquidazione in corso |
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Arezzo |
Assorbito da Siena |
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Asti |
Assorbito dalle province del nord-ovest |
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Bari-Brindisi |
Liquidazione in corso |
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Enna |
Liquidazione in corso |
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Imperia.Genova-Savona-Spezia |
Assorbito Province del nord-ovest |
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L’Aquila |
Assorbito da Chieti-Pescara |
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Lucca-Massa |
Assorbito da Pisa |
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Nuoro |
Assorbito da Cagliari |
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Pistoia |
Assorbito da Pisa |
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Roma Frosinone |
Liquidazione in corso |
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Lucania-Taranto |
Fallito |
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Trapani |
Liquidazione in corso |