
Il World Diy Market Report è un’indagine molto completa delle dinamiche del mercato mondiale del bricolage realizzata da Unibal in collaborazione con altre associazioni europee di settore. Nell’edizione 2007 del report - basato sull’ultimo anno fiscale - vengono registrate paese per paese quelle società che commercializzano ferramenta/prodotti per la casa; viene studiato nel dettaglio come le insegne operano sui mercati internazionali e quali saranno le strategie future. Si parla anche dei rapporti tra alcune catene di distribuzione e i gruppi d’acquisto e si dà una visione mondiale dei principali mercati attuali e di quelli emergenti. Vanno però tenute presenti alcune considerazioni, come sottolineato dai ricercatori. Innanzitutto la classificazione dei prodotti varia da paese a paese. Variano anche i punti vendita e i consumatori. Inoltre riguardo ad alcuni mercati, le vendite dirette sono incluse in quelle al grande pubblico.
Come è andata nel 2006 nel mondo e in Europa?
Lo scorso anno il mercato mondiale del bricolage ha raggiunto i 400 miliardi di euro. Insieme Nord America ed Europa hanno rappresentato il 90% di questo mercato (360 miliardi di euro), benché l’intera popolazione rappresenti appena il 20% del totale. In particolare il Nord America detiene il 57% del mercato mondiale, pari a 298 miliardi di dollari (229 miliardi di euro), mentre l’Europa vale 130,4 miliardi di euro (33% del mercato globale).
Asia e Pacifico rappresentano quasi l’8%, pari a circa 31 miliardi di euro. Se si guarda al particolare delle due regioni geografiche, Giappone, Australia e Nuova Zelanda costituiscono i mercati più attivi e interessanti; invece il gigante cinese, che sta iniziando ad assumere un ruolo di player molto dinamico nel settore del Diy, rappresenta appena lo 0,25% del mercato.
Per molti anni non si sono registrati significativi sviluppi in Africa. Tuttavia dal 2006 i distributori francesi hanno iniziato a insediarsi nei paesi del Nord Africa e hanno inaugurato diversi negozi in affiliazione in Marocco.
Meno interessante appaiono i paesi sud americani, poco ‘appetitosi’ per i retailer europei, ma anche per gli antagonisti nord americani. Nonostante ciò, esistono alcuni operatori locali.
I retailer inglesi, francesi e tedeschi sono stati i più attivi nell’aprire filiali oltremare. Invece le insegne statunitensi hanno preferito continuare a concentrare le loro attività sui mercati domestici, del Canada e del Messico. Al contrario i francesi si sono ‘allargati’ non solo all’area europea, inclusa la Russia, ma anche al Sud America, al Nord Africa (oltre al già citato Marocco, anche in Algeria e Tunisia) e in Asia (Cina). Dalla Cina se ne sono invece andati i retailer tedeschi che preferiscono concentrarsi sui paesi europei.
I distributori inglesi, guidati da B&Q, hanno invece superato senza problemi i confini del Vecchio Continente insediandosi in Cina e a Taiwan. Infine l’austriaca Baumax e la finlandese Rautakesko hanno inagurato filiali, rispettivamente, nell’Est europeo e nei paesi baltici e in Russia.