Martedì, 09/04/2013

SVILUPPO RETE BRICOLAGE, UN’ANNATA IN NEGATIVO

Continua, anche nel secondo semestre, la progressione negativa della rete Gds del bricolage. Una situazione che, purtroppo, non desta sorprese e che, al momento – in questi primi due mesi dell’anno –, non sembra modificare il suo percorso.

 

La prima notizia dell’anno relativa al settore è la scomparsa del Consorzio Punto Brico. Un consorzio “storico” che, dopo l’importante fuoriuscita di Defì Brico, con l’insegna Brico Point, e la chiusura di un altro associato “La Fabbrica delle Idee” di Palermo, si è sostanzialmente dimezzato nella sua dimensione. Attualmente, dei 6 associati rimasti (9 negozi) si sa che alcuni hanno deciso di continuare da indipendenti e altri starebbero ricostituendo un nuovo gruppo. A questo si aggiunge la situazione “turbolenta” dell’insegna Brico Io (per approfondimenti vi rimandiamo a pag. 26 con l’intervista a Marco Potenti), per la quale i prossimi mesi dovrebbero essere cruciali.

 

 

In ogni caso, tornando allo scorso semestre e ai numeri della rete del bricolage, l’intero parco negozi subisce un ulteriore calo passando da 717 a 709 negozi, con la perdita di una unità nei diretti, che passano da 503 a 502, ma soprattutto la continua emorragia della formula franchising/associazionismo che perde ulteriori 7 negozi rispetto ai 214 del primo semestre 2012 e ben 29 rispetto allo stesso periodo del 2011. Aumenta, invece, la superficie espositiva totale di oltre 19 mila mq, passando da 1.837.549 a 1.856.878 mq, ma rimanendo ancora lontana dal record del 2011 con 1.883.878 mq.


Il secondo semestre insegna per insegna


Complessivamente la rete diretta dei punti vendita specializzati nel bricolage regge anche in chiusura d’anno.

Si segnalano, tuttavia, alcune chiusure: quella di un negozio a insegna Granbrico, per la precisione ad Alseno in provincia di Piacenza e un secondo che è stato assorbito all’interno della medesima struttura di Grancasa a Villorba, in provincia di Treviso. Chiusure di punti vendita diretti anche per Bricocenter che conclude l’esperienza commerciale di Molfetta e Legnago, e Utility che chiude le serrande di Piedimulera (VB).

Positivi, invece, i bilanci per Brico Ok che ne chiude 2 ma ne apre 4, mentre solo nuove aperture fanno registrare le insegne Bricoman (1), Mondobrico (1), Obi (1) e Self (1).

Leroy Merlin si è preoccupata di ampliare il punto vendita di Roma Laurentina ed effettuare lo spostamento di Arzano, mentre Self porta a 3 i negozi a insegna Dottor Brico, con la riconversione di Torino e Villanova dal precedente marchio Self.

 

Quello che prosegue con inarrestabile continuità è l’emorragia delle affiliazioni che calano, nel giro di un anno, di quasi 30 negozi. Il riferimento va, in particolare, ancora all’insegna Bricocenter che, nel giro di un anno, perde ben 11 affiliati; più contenute le perdite di altre insegne come Bricofer che da 45 passa a 41 affiliati e Brico Ok che da 38 scende a 35. Stabile Bricomania con 29 affiliati, mentre Brico Io aumenta di 1 unità passando da 78 a 79 negozi in franchising.

 

 

Movimentata, ma numericamente stabile, la situazione dei consorzi che vede Brico Italia aumentare di due unità, Bricolife alternare 3 nuovi ingressi con 3 chiusure ma aumentare di ben 11 negozi in un anno (da 52 a 63), FDT Group scendere di 1 punto vendita con 4 nuovi ingressi ma 5 chiusure rispetto al primo semestre, Italbrico in parità (3 chiusi e 3 nuovi) ma in perdita di 7 negozi rispetto al dicembre 2011, così come Bricolarge che mantiene lo status del primo semestre ma cala di due unità rispetto all’anno scorso.

 

Infine, esce dal monitoraggio l’insegna Brikocasa che, per chiusure, rimane solo con 2 negozi (ricordiamo ai lettori che il monitoraggio prende in esame solo le insegne con un parco di almeno 3 negozi).

Situazione invariata per altre realtà come Brigros, Bricomania e Pronto Hobby Brico che rispetto allo scorso anno, ma anche al primo semestre non fanno registrare variazioni.

 


Metrature in aumento e il Nord torna protagonista

Nonostante la riduzione della rete in numero di negozi (da 717 a 709), la superficie di vendita aumenta, pur senza recuperare interamente il dato d

ella fine 2011 di quasi 1,9 milioni di mq. Tuttavia, la metratura media per negozio continua la sua crescita, passando da una superficie media di 2.586 mq agli attuali 2.622 mq con 36 mq in più pari al 1,4% rispetto al 2011 e il 26,6% in più rispetto al 2002, quando la superficie media di un centro brico superava di poco i 2.000 mq.

La crisi e la razionalizzazione della rete vedono il Nord nuovamente attore protagonista, tant’è che se nel 2011 la ripartizione percentuale per numero di punti vendita era pari al 51%, a fine 2012 il dato sale al 54,2%. A discapito di quale parte d’Italia?

A farne le spese è un po’ tutto il resto del Paese, anche se le Isole sembrano le più colpite, passando dal 12,5% del 2011 all’attuale 10,7%. Un movimento che si esprime in modo analogo, anche se l’analisi viene effettuata sulla superficie espositiva, con un Nord Italia che passa dal 58,1% al 61,1% a fine 2012.

 

In linea generale la parte più cospicua della rete della moderna distribuzione del bricolage rientra nella categoria compresa tra i 1500 e i 3000 mq – oltre il 40% dei punti vendita -, che, insieme alla fascia compresa fino ai 1500 mq, rappresenta oltre il 77% dei punti vendita totali.