Alla fine del 2008 il mercato della comunicazione in Italia crescerà del 4,4% superando i 20 miliardi di euro grazie al traino del comparto digitale e degli eventi nonostante il contesto macro-economico incerto. A delineare questa previsione è il rapporto ‘Comunicare Domani 2008' presentato da AssoComunicazione, che riunisce 182 imprese del settore attive in Italia e che rappresentano circa il 75% del mercato nazionale. Giunta alla terza edizione, la ricerca conferma i grandi trend che si sono innescati nel 2007 e che si rafforzeranno a conclusione di quest'anno. La televisione si conferma il mezzo principale anche se la sua crescita sarà per il quarto anno consecutivo inferiore (+1,7%) a quella del mercato (4,4%), rimanendo sotto quel 50% di quota dove era "scivolata" l'anno scorso dopo decenni di dominio incontrastato. La pubblicità on-line continuerà a crescere mantenendo il trend positivo dell'anno precedente: dopo un 2007 oltre il 40% si prevede un 2008 comunque al di sopra del 30% (+ 33,5%) grazie anche al numero crescente di aziende investitrici. Come nel 2007 la radio continua a essere forte di un target ben qualificato (25-44enni) e dell'aumento del tempo speso fuori casa, che la rendono in prospettiva un mezzo fondamentale per contattare i target in movimento. Investimenti pubblicitari a rilento per la stampa (+ 0,7%), specie quella quotidiana (+0,5%) rispetto a quella periodica (+0,8%). Il comparto sponsorizzazioni ed eventi dopo un brillante 2007 aumenta ancora a tassi impressionanti (il quadruplo del mercato: + 18,2% ) che inducono a parlare di un vero e proprio boom derivato dalla sempre maggiore diversificazione degli investimenti, intesa come numero medio dei tipi di eventi svolti nell'anno pur restando ancora basso il numero di investitori (meno del 10% degli utenti ha investito in eventi negli ultimi 12 mesi). Sempre in crescita oltre la media del mercato anche il settore delle ‘promozioni', che continuano a beneficiare della vitalità dell'in-store e del merchandising in un contesto di crescente centralità del punto vendita.