
Avevamo lamentato una crescita contenuta nello scorso monitoraggio, tuttavia i dati di fine anno fanno emergere un recupero che ha portato ad un saldo delle nuove aperture in linea con quello del 2006. Ben 65, contro le 64 del 2006, sono le unità che vanno ad aggiungersi al conto totale che parla di 641 punti vendita.
Tuttavia ricordiamo – come abbiamo già fatto a nel monitoraggio di giugno – che il 2007 si è arricchito di una nuova insegna, Bricomania, che ha portato ben 20 punti vendita nel primo semestre e che sono saliti a 31 a fine anno. In questo senso, se analizziamo la situazione al netto di questi 31 punti vendita, la situazione sarebbe piuttosto negativa con “sole” 34 nuove aperture rispetto al 2006. Numerosi i cambiamenti all’interno delle diverse insegne; cambiamenti che vanno indubbiamente tutti interpretati secondo una strategia, peraltro piuttosto comune, di ottimizzazione e razionalizzazione dei punti vendita e, in particolare per coloro che la fanno, degli affiliati.
In questo senso vanno interpretati, ad esempio, i numeri di Bricocenter che chiude l’anno con un saldo di 3 punti vendita rispetto al 2006 e, nonostante le molte inaugurazioni – oltre una decina-, il risultato dei punti vendita in franchising chiude in pareggio. E ancora, l’insegna Bricofer che, proseguendo la sua strategia di cambiamento e razionalizzazione verso metrature più elevate, registra addirittura un saldo negativo di 3 punti vendita, dove a fronte di 6 nuovi centri diretti, si registrano 9 negozi affiliati in meno. Saldo negativo anche per FDT Group che da 16 passa a 13 centri, a causa della fuoriuscita di un associato.
Meno affiliati e più diretti anche per Brico Ok che chiude il 2007 con 3 negozi in più rispetto al 2006, ma con ben 8 aperture dirette e 4 affiliati in meno, in linea con la strategia di eliminare progressivamente gli affiliati più piccoli. Spicca, infine, in totale controtendenza, l’andamento delle affiliazioni in casa Brico Io che, indubbiamente, di aggiudica la palma di insegna più prolifica dell’anno con 17 nuovi franchisee, ma anche la performance di Bricomania che dal 30 giugno al 31 dicembre passa da 20 a 31 unità, con 5 uscenti ma ben 16 nuovi affiliati.
Del tutto omogeni si rivelano i risultati delle altre insegne con 3 nuove aperture per Leroy Merlin, Obi e Punto Brico, 2 nuovi negozi per Bricoitalia e Granbrico e 1 punto vendita in più per Castorama e il Consorzio Punto Legno.
Aumenta la metratura media, ma non per tutti
La relativa concentrazione delle medie insegne verso l’aumento della metratura dei propri punti vendita – associati e non – si riflette sul dato assoluto che passa da 2.237 mq per punto vendita a 2.245,2 mq nel 2007. Uno sviluppo non eclatante ma progressivo che trova nella specificità delle singole insegne qualche elemento più interessante. Infatti, è aumentata di ben 465 mq la metratura media per puno vendita di Punto Brico, di 162 mq quella di Leroy Merlin, di 138 mq quella di Brico OK e di 96 mq quella di Bricofer.
Per contro, nonostante il globale incremento, sono in flessione le superfici medie per punto vendita di Castorama (-162 mq), dei Centri FDT (-301 mq), di Obi (-254 mq), di Brico Io (-248 mq) e di Bricoitalia con –167 mq. Un segnale, anche questo, interpretabile con un’attenzione più rivolta alla riqualificazione del parco negozi già esistente e con aperture di punti vendita più piccoli ma strategici sul territorio: ad esempio il parallelo sviluppo del formato miniwarehouse per Castorama oppure la formula City per Bricocenter.
Centro e Sud in avvicinamento
Anche se con un 48% di presente il Nord Italia si attesta ancora come l’area di maggiore concentrazione delle insegne del bricolage, il 2007 si contraddistingue, senza indugio, come l’anno del’equilibrio. Equilibrio intanto tra Centro e Sud+Isole che diminuiscono ancora di più il gap che li divide e se nello scorso anno erano 4,7 i punti percentuali che vedevano il Centro favorito rispetto al Sud, quest’anno la differenza si è dimezzata ed è solo del 2%. Molto importante la crescita del Sud che dal 19,4% di presenza passa al 25, mentre il Centro dal 24 sale al 27%. L’erosione della percentuale deriva soprattutto da una flessione rilevata nell’area Nord-Overt che da un 34,2% quest’anno chiude con il 30% dei punti vendita totali. Più contenuta la diminuzione a Nord-Est che da 24 scende al 18%. Per il 2008 sembra rimanere invariata la tendenza di aprire un po’ ovunque e cercando di coprire il territorio laddove si creino le opportunità. Al momento non sembrano essere favorite alune regioni rispetto ad altre.
Previsioni per il secondo semestre e andamento del mercato
Pur se fra gli operatori l’ottimismo non cede il passo, alcuni riscontrano un certo rallentamento in questo inizio del 2008. Complice una certa atmosfera non proprio positiva sulla situazione economica globale che influenza negativamente gli acquisti. A questo va aggiunta una lenta, ma progressiva tendenza verso acquisti più mirati ma di qualità. In questo senso s’intravede una certa stanchezza verso il prodotto di primo prezzo e una “rivalutazione” del prodotto di marca come sinonimo sicurezza nell’acquisto.
Quindi, gli acquisti possono anche venir rimandati in attesa di potersi permette il prodotto di qualità e che garantisce la performance desiderata. Un atteggiamento, che ripetiamo essere ancora iniziale, ma potrebbe incidere sui fatturati delle insegne e che, soprattutto, potrebbe rappresentare per le catene un’opportunità reale per giocare il vero ruolo che la distribuzione specializzata è chiamata a svolgere. In questo senso gli investimenti in formazione potranno fare la differenza e la collaborazione con le aziende produttrici– di cui tanto si è parlato nel corso del 2006 – diventare una discriminante vera nella scelta del fornitore.
Per quanto riguarda l’andamento delle singole merceologie non si registrano modifiche straordinarie: la decorazione funziona ancora molto bene, anche se il decoupage ha segnato il passo, così come reparti come l’illuminazione, i prodotti vernicianti e il garden. Da segnalare la flessione per i prodotti da riscaldamento, da una parte per effetto del mite inverno della scorsa stagione e dall’altra per la probabile conseguita maturità del comparto.