Quanto è etico il legno nelle insegne brico?

L’attenzione dei consumatori nei confronti delle tematiche ambientali, della necessità di promuovere il risparmio energetico e il risparmio di materia (del resto il pianeta, per quanto grande è comunque finito, nel senso che le risorse non sono infinite), investe anche il mondo del bricolage, e quindi i suoi attori non restano insensibili: per questo motivo capita sempre più spesso di trovare tra gli scaffali della grande distribuzione prodotti di origine legnosa (ma anche carta e cartone) con certificazione ambientale di qualità.

Esistono molti schemi di certificazione forestale operativi a livello mondiale e altri ancora in via di definizione, ma i 5 schemi più comunemente accettati per la filiera foresta-legno sono ISO 14001, FSC, CSA, PEFC e SFI- dei quali i più importanti a livello internazionale sono sicuramente FSC e PEFC a cui sono riconducibili l’86% delle certificazioni. La caratteristica comune a tutti i diversi schemi è quella di essere adottati su base volontaria e va comunque ricordato che la certificazione dei sistemi di gestione ambientale è un approfondimento, secondo criteri analoghi ma con procedure particolari, della certificazione generale di qualità (ISO 9000).

Certificazione in aumento
Secondo Pierluigi Ferrari, confermato recentemente presidente nazionale di PEFC Italia, «Aumenta la propensione sia da parte di enti pubblici che aziende private certificare le proprietà boschive, mentre sempre più aziende richiedono di aderire al sistema PEFC. Un fenomeno in forte ascesa che punta ad una maggiore sensibilizzazione etica-ambientale partendo dagli addetti ai lavori, alle istituzioni fino al cittadino-consumatore».

Nel 2008 l’Italia, con il 7% di boschi certificati per la loro buona gestione ha raggiunto il quattordicesimo posto mondiale per la certificazione PEFC, subito dopo il Brasile e in media con il resto del mondo. In Europa è prima la Finlandia con il 95% dei boschi certificati, seguita da Austria (80%) e Germania (75%), ma l’Italia è solamente dal 2003 che ha intrapreso questo percorso di certificazione con le foreste del Monte Amiata grossetano (2.913 ettari di superficie certificata Pefc) e oggi ha raggiunto i 660 mila ettari di foreste e piantagioni certificate.

La regione in testa per certificazioni Pefc è il Trentino Alto Adige con 510 mila ettari, seguita dal Friuli Venezia Giulia (76 mila ettari), Veneto (35 mila), Piemonte (27 mila) e la pioniera Toscana con quasi 3mila ettari certificati. Sono ornai 100 le aziende italiane “a marchio Pefc”, la prima è stata certificata nel 2002, nel 2004 erano 13, nel 2006 si è passati a 60 ed a 90 nel 2007.

«I settori produttivi più rappresentativi - spiega Antonio Brunori, segretario nazionale di Pefc Italia - sono le segherie, il commercio del legno, il taglio dei boschi e legnami, e il parquet e arredi per interni. Ma sono in forte crescita le richieste di certificazione per cancelleria, edilizia e del settore carte oltre agli arredi per esterni».

Il marchio di qualità rappresenta una forte leva per l’accesso ai nuovi mercati e uno strumento fondamentale di marketing. «E il valore delle basi d’asta del legname aumenta del 30% quando si tratta di legno certificato Pefc secondo i dati forniti dai proprietari forestali – dice Bonori».

Il bricolage predilige l’FSC
In realtà il marchio che probabilmente è più apprezzato dal mondo del bricolage è quello FSC, e identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. La foresta di origine viene controllata e valutata in maniera indipendente in conformità a standard (principi e criteri di buona gestione forestale), stabiliti ed approvati dal Forest stewardship council a.c. tramite la partecipazione ed il consenso delle parti interessate.

L'FSC è una Ong internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Sono 270 le aziende italiane certificate FSC (e il nostro Paese è tra i primi 10 al mondo per numero di certificazioni), mentre gli ettari di foresta italiana certificati FSC sono 34867, tra cui gli 11mila della Val di Fiemme o i 20mila del Parco regionale del Matese. I retailer non hanno l’obbligo di certificarsi ma decidono spesso di scegliere i fornitori tra chi è certificato.

Castorama per esempio è nostro socio ma anche di FSC international - spiegano dall’ufficio di Pubbliche relazioni di FSC Italia - e ha assunto un impegno come gruppo Kingfischer per arrivare entro il 2010 ad avere la totalità dei prodotti in legno certificato. Ma sono moltissimi i gruppi che sono nostri partner: Ikea è addirittura tra i fondatori, mentre il gruppo Coop è stato il primo grande distributore italiano a puntare sulla certificazione che garantisce una gestione sostenibile di tutta la filiera e ovviamente loro utilizzano il nostro marchio soprattutto per carta e cartone. Troviamo prodotti a base di legno certificato Fsc anche tra gli scaffali di Obi o dell’americana Home Depot, ma recentemente la collaborazione si allargata anche con molto altri retailer italiani come Emmezeta e Brico».

 

CASTORAMA

IKEA

COOP

OBI

EMMEZETA

HOME DEPOT