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B&D, arrivano gli elettroutensili in materiale riciclato

B&D, arrivano gli elettroutensili in materiale riciclato

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Nel 2022 Black & Decker lancerà la linea di elettroutensili Reviva, realizzata in una scocca che contiene il 50% di materiale riciclato.

 

La sostenibilità sarà uno dei principali driver dell’innovazione nei prossimi anni e l’impiego di materiali riciclati, soprattutto nei settori che fanno largo uso di resine plastiche, è una sfida che dovrà coinvolgere tutti i produttori, anche nel nostro settore. Primo tra i brand di elettroutensili è arrivato Black & Decker, che dal prossimo anno proporrà la linea Reviva di utensili cordless – ideata in collaborazione con Eastman, azienda specializzata nella fornitura di una vasta gamma di materiali – realizzati con una struttura di ‘Tritan Renew’, un copoliestere che contiene il 50% di materiale riciclato certificato.

 

Questo materiale viene prodotto attraverso l’Advanced Circular Recycling, noto anche come riciclo molecolare. A differenza del riciclo meccanico, il riciclo molecolare trasforma la plastica di scarto monouso in materiali durevoli compensando l’uso di combustibili fossili e le emissioni di gas serra, fornendo le stesse prestazioni ma con tutti i benefici ambientali derivanti dal 50% di contenuto riciclato. Oltre al materiale progettato in modo sostenibile, nella nuova linea di prodotti Reviva anche il packaging sarà ecologico e riciclabile al 100%. Inoltre, Stanley Black & Decker sta creando e implementando programmi per il riciclo di batterie e di strumenti a fine vita.

 

Il focus della strategia ESG di Stanley Black & Decker è “Innovare con uno scopo”: l’intento è quello di progettare dei prodotti che garantiscano la circolarità attraverso la selezione dei materiali e arrivare nel 2025 alla produzione di imballaggi al 100% riutilizzabili, riciclabili o compostabili. Nel 2018, Stanley Black & Decker è stata, insieme a Eastman, ad altre grandi aziende e ai governi, tra i firmatari del New Plastics Economy Global Commitment, un’iniziativa della Ellen MacArthur Foundation e del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.