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Bonus edilizi e Superbonus: cosa cambia nel 2024 dopo la manovra?

Bonus edilizi e Superbonus: cosa cambia nel 2024 dopo la manovra?

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La manovra recentemente varata dal governo Meloni sancisce infatti una stretta per gli incentivi edilizi, a partire dal Superbonus, che scende dal 90 al 70%.

 

Il 2024 segna una svolta per una delle agevolazioni principali dell’edilizia italiana: il Superbonus – che ha incentivato interventi di miglioramento energetico e riduzione del rischio sismico – passa infatti dalla doppia versione al 110 e al 90% ad un’aliquota del 70%, riservata esclusivamente ai condomini.

 

Una sanatoria mette in sicurezza coloro che non hanno completato i lavori al 31 dicembre 2023: non dovranno restituire le somme già ottenute usufruendo del 110% per i lavori già effettuati ma, appunto, non completati, sia per chi ha optato per per lo sconto in fattura sia per la cessione del credito.

 

Un decreto ad hoc tutela i lavori già intrapresi, con un occhio per le famiglie meno abbienti con un Isee sotto i 15mila euro che abbiano raggiunto entro il 31 dicembre 2023 il 60% dei lavori, il Fondo di povertà compenserà la differenza tra il 70% di agevolazione prevista dal primo gennaio e il 110%. La scadenza è fissata al 31 ottobre del prossimo anno.

 

Stop definitivo invece per il cosiddetto bonus villette, la cui ultima proroga, riservata a quanti avessero effettuato almeno il 30% dell’intervento complessivo al 30 settembre 2022, è scaduta il 31 dicembre senza che siano stati previsti ulteriori rinnovi.

 

Gli altri bonus edilizi?

 

E’ confermato l’Ecobonus al 50% per spese fino a 60mila euro per la sostituzione di infissi, serramenti, schermature solari e caldaie a biomassa. Per i condomini lo sgravio previsto dall’Ecobonus è del 70%, con una spesa massima di 40mila euro per l’isolamento termico delle parti comuni opache con un’incidenza superiore al 25%. L’agevolazione è valida per tutto il 2024 (a condizione che la richiesta del titolo edilizio sia stata presentata entro il 16 febbraio 2023).

 

Il tetto del Bonus mobili passa da 8mila a 5mila euro detraibili nel 2024 per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici collegati con lavori di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione, per i quali è possibile usufruire di una detrazione Irpef del 50%. Possono beneficiarne quanti acquistano entro il 31 dicembre 2024 mobili ed elettrodomestici nuovi e hanno realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni.

 

Confermato anche il bonus Ristrutturazione, nella misura del 50% (reso strutturale dal dl 201/2001 nella misura del 36% con tetto di spesa a 48.000 euro), prorogato però di anno in anno nella misura del 50%, con tetto fissato a 96.000 euro.

 

Prorogato anche il Bonus Antisismico con una detrazione del 50% per una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare (aumentabile al 70 – 80% se con gli interventi di ristrutturazione si ottenga una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi). L’accesso all’agevolazione del Superbonus viene però ammesso solo se la richiesta di titolo abitativo per i lavori è stata presentata prima dell’entrata in vigore del provvedimento.

 

E infine il bonus barriere architettoniche al 75% riguarderà nel 2024 solo interventi specifici come l’installazione e la modifica di scale, rampe, rampe, e simili dispositivi di accessibilità. Anche la platea dei potenziali beneficiari si restringe: l’accesso alla cessione del credito e allo sconto in fattura è limitato a specifiche situazioni, come condomini, persone con reddito fino a 15mila euro e soggetti con disabilità. Restrizioni che non si applicano alle spese sostenute prima del 30 dicembre 2023, purché in presenza di richiesta di titolo abilitativo o accordo vincolante e acconto versato.