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Brico io: le ragioni del ricorso nei confronti di Tecnomat

Brico io: le ragioni del ricorso nei confronti di Tecnomat

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Valutazioni di impatto ambientale e urbanistico, fra le motivazioni dell’esposto. Tecnomat rimanda alla risposta delle autorità competenti.

 

Brico io ha comunicato, nei giorni scorsi, di aver depositato con procedura di urgenza, presso il TAR della regione Emilia-Romagna, un ricorso contro il comune di Rimini e nei confronti di Tecnomat, in relazione al nuovo punto vendita Tecnomat, che aprirà proprio a Rimini il prossimo 14 dicembre.

 

Come mai Brico io ha fatto ricorso? Secondo i legali Luca Balacchi e Franco Fiorenza, che hanno redatto l’esposto recapitato al tribunale amministrativo di Bologna, l’intervento di Tencomat si caratterizzerebbe per la realizzazione di un complesso commerciale della superficie effettiva di vendita superiore ai 7.000 mq. Per le dimensioni, l’ubicazione, i collegamenti, e le attività commerciali previste, l’opera in questione avrebbe la natura di un vero e proprio centro commerciale: “Nel ricorso – puntualizza Balacchi – abbiamo sollevato la questione giuridica che il procedimento amministrativo conclusosi con il rilascio del permesso a costruire è viziato, poiché non è stata eseguita alcuna valutazione di impatto ambientale, comprese eventuali ricadute che l’inserimento di una struttura commerciale di così rilevanti dimensioni avrebbe per il territorio circostante”. Balacchi punta l’attenzione anche sull’aspetto urbanistico: “La realizzazione di un grande centro commerciale, come quello oggetto del permesso a costruire concesso a Tecnomat, comporta un grave peggioramento in termini di viabilità, persone, mezzi di trasporto, circolazione stradale, con un impatto negativo per il territorio riminese in termini di ricaduta ambientale“. Balacchi, infine, paventa il rischio di chiusura per i piccoli imprenditori locali: “I piccoli rivenditori, che devono far fronte già al caro bollette, dopo l’apertura di quel centro non avranno margini per fare un fatturato che renda sostenibile la loro attività”.

 

Tecnomat, che abbiamo contattato in merito alla vicenda, ha deciso di astenersi dal commentare, lasciando alle autorità competenti di rispondere nel merito della questione.