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Bricolage in Germania, il caldo spinge la crescita nel secondo trimestre

Bricolage in Germania, il caldo spinge la crescita nel secondo trimestre

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Nel Q2 2026 i negozi tedeschi di bricolage hanno quasi azzerato il calo di fatturato. Climatizzatori, ventilatori e prodotti per l’esterno sostengono la domanda, mentre il semestre resta leggermente negativo.

Il mercato tedesco del bricolage chiude il primo semestre 2026 con un andamento in chiaro-scuro: i ricavi complessivi dei negozi specializzati in fai da te e giardinaggio si attestano a 10,99 miliardi di euro, in calo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato, diffuso dall’associazione di settore BHB, migliora tuttavia se calcolato a parità di superficie: +0,3%, segnale di una domanda tornata gradualmente più dinamica dopo un avvio d’anno difficile.

 

La svolta è arrivata nel secondo trimestre. Tra aprile e giugno il fatturato ha raggiunto 6,46 miliardi di euro, con una flessione annua limitata allo 0,1%; sulle superfici comparabili, invece, il comparto ha registrato una crescita dello 0,8%. Giugno ha dato il contributo più rilevante, con un incremento del 5,8%, favorito dalle ondate di calore precoci che hanno spinto gli acquisti legati al raffrescamento e alla cura degli spazi esterni.

 

Il dettaglio delle categorie evidenzia una domanda fortemente condizionata dalla stagionalità. Il segmento clima è balzato del 29%, sostenuto soprattutto da climatizzatori e ventilatori; gli articoli per tempo libero e stagione, inclusi piscine, giochi d’acqua e accessori da spiaggia, sono cresciuti del 6,9%. In aumento anche l’automotive, con un +6,8%.

 

Restano invece sotto pressione alcuni comparti tradizionali del fai da te. Le vendite di piastrelle sono diminuite dell’8,3%, quelle di mobili da giardino del 7% e ferramenta e sistemi di sicurezza del 6,8%. Secondo il BHB, la cautela dei consumatori e l’incertezza del contesto economico continuano a frenare gli investimenti più consistenti. La fiammata del secondo trimestre offre dunque un segnale incoraggiante, ma ancora legato a esigenze stagionali più che a una ripresa strutturale della domanda.