
Buon 2025 per Kingfisher: boom di e-commerce e vendite professionali
Il colosso britannico del bricolage chiude l’esercizio 2025/26 con risultati solidi, grazie soprattutto a e-commerce e Gran Bretagna. Soffre la Francia ma fa meglio del mercato.
Kingfisher PLC ha pubblicato oggi i risultati annuali per l’esercizio conclusosi il 31 gennaio 2026, confermando una traiettoria di crescita sostenuta nonostante un contesto di consumi ancora incerto in diversi mercati chiave. Le vendite totali del gruppo hanno raggiunto 12,9 miliardi di sterline, con una crescita a parità di perimetro dell’1,4%. Il profitto ante imposte rettificato è salito del 6% a 560 milioni di sterline, mentre quello statutario ha registrato un balzo del 23% a 378 milioni. L’utile per azione rettificato è aumentato del 15% a 23,8 penny, sostenuto anche dal programma di buyback.
A guidare la crescita sono stati soprattutto i marchi britannici: B&Q ha segnato vendite a parità di perimetro in aumento del 3,3% e Screwfix del 3,2%. Quest’ultima – catena specializzata nella fornitura di materiali per professionisti – sviluppa già circa il 75% del fatturato dal segmento trade e il 60% dall’ecommerce, confermandosi un modello avanzato rispetto al resto del gruppo. B&Q ha beneficiato anche della chiusura della catena concorrente Homebase, convertendo rapidamente otto ex punti vendita.
Uno degli assi strategici più rilevanti riguarda la crescita delle vendite ai clienti trade (artigiani, imprese edili, professionisti del settore). Questi rappresentano oggi il 30% del fatturato complessivo del gruppo, contro il 27% dell’anno precedente, con un incremento del 23% escludendo Screwfix. L’obiettivo di medio termine è portare questo segmento a generare 5 miliardi di sterline di ricavi. Per raggiungere questo traguardo, Kingfisher ha investito in zone dedicate ai professionisti nei negozi, in programmi fedeltà specifici – con iscrizioni cresciute del 18% – e in una rete di 279 consulenti commerciali dedicati, quasi triplicata rispetto ai 105 dell’anno precedente.
Le vendite online hanno raggiunto il 21% del fatturato totale (dal 19% dell’anno prima), con una crescita del 20% escludendo Screwfix. Particolarmente vivace la performance dei marketplace, il cui volume lordo di transazioni (GMV) è balzato del 58% a 518 milioni di sterline. B&Q conta ora 3,7 milioni di referenze sul suo marketplace, che ha generato un contributo al profitto retail di 15 milioni di sterline. Castorama Francia e Iberia hanno raggiunto il pareggio dopo soli due anni di operatività.
Il mercato transalpino rimane il punto debole del gruppo: Castorama e Brico Dépôt France hanno registrato vendite a parità di perimetro in calo del 2,2% e del 2,3% rispettivamente, in un mercato complessivamente sceso di circa il 3%. Kingfisher ha comunque difeso le proprie quote e avviato un piano di ristrutturazione e modernizzazione dei punti vendita meno performanti, puntando a un margine operativo tra il 5% e il 7% nel medio termine. Polonia e altri mercati internazionali hanno mostrato andamenti misti, con l’Iberia in forte rialzo (+8,8%) grazie anche alla domanda post-alluvione in Valencia.
Il gruppo ha accelerato l’adozione di tecnologie avanzate: motori di raccomandazione personalizzata basati su intelligenza artificiale sono già attivi in quasi tutti i marchi, mentre uno strumento AI per la gestione degli sconti ha ridotto i costi di clearance del 15% in Castorama Francia. B&Q ha lanciato “Hello B&Q”, un assistente virtuale digitale, e “Lens”, un motore di ricerca visuale che raddoppia il tasso di conversione rispetto alla navigazione tradizionale.














