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Calore a biomassa: una famiglia su 4 lo utilizza per riscaldarsi

Calore a biomassa: una famiglia su 4 lo utilizza per riscaldarsi

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Una ricerca di Nomisma commissionata da Progetto Fuoco (Verona 25-28 febbraio) conferma il feeling degli italiani con il riscaldamento a biomasse: già oggi una famiglia su 4 lo utilizza per riscaldarsi.

In un quadro segnato dall’incertezza sui prezzi dell’energia e dal timore di nuovi rincari, le famiglie italiane tornano a guardare con interesse ai sistemi di riscaldamento a biomassa. È quanto emerge da una survey inedita realizzata da Nomisma, che ha analizzato conoscenza, percezione e grado di adozione delle biomasse legnose nel nostro Paese. L’indagine, condotta a gennaio 2026 su un campione rappresentativo di 800 italiani, restituisce l’immagine di una tecnologia matura, radicata e sempre più considerata un’alternativa credibile ai sistemi tradizionali a gas.

 

Oltre la metà delle famiglie dichiara di aver sentito parlare dei sistemi a biomassa e più di quattro su dieci affermano di possederne una conoscenza approfondita. Non solo: l’adozione è tutt’altro che marginale. Il 25% degli intervistati utilizza già impianti a biomassa, confermando una presenza consolidata nel panorama energetico domestico. La geografia dell’utilizzo evidenzia una maggiore concentrazione nei centri sotto i 20mila abitanti (37% del campione) e nelle aree rurali (40%), con una punta nel Sud Italia (30%). A scegliere la biomassa sono soprattutto i proprietari di abitazioni indipendenti, dove l’installazione risulta più agevole e integrabile con altri sistemi.

 

Sul piano percettivo, la biomassa richiama valori che vanno oltre il semplice riscaldamento: calore, relax, convivialità e qualità della vita. Nel confronto diretto con il gas, viene ritenuta più conveniente, più sostenibile e, in molti casi, più performante. Una percezione rafforzata dall’esperienza diretta: tra gli utilizzatori attuali prevalgono camini e termocamini (49%), seguiti da stufe e termostufe (45%), mentre le caldaie rappresentano una quota residuale (6%).

 

Se da un lato la biomassa mostra solidità e potenziale, dall’altro emerge un tema di rinnovamento tecnologico. Più della metà degli impianti attualmente in uso è stata installata oltre dieci anni fa, segnalando un patrimonio mediamente datato e un ampio margine di turn-over. In questo scenario, gli incentivi pubblici – dall’Ecobonus al Conto Termico fino al Bonus Casa – rappresentano una leva decisiva per sostenere la sostituzione degli impianti più obsoleti. Tuttavia, la loro conoscenza resta limitata: poco più di un italiano su tre dichiara di avere familiarità con questi strumenti.

 

L’esperienza d’uso, comunque, appare positiva. Il 49% degli utenti di impianti a biomassa si dichiara soddisfatto, contro il 45% di chi utilizza altre soluzioni. Comfort termico e controllo dei consumi emergono come i principali driver di apprezzamento, alimentando un passaparola favorevole. Guardando al futuro, il potenziale di crescita resta significativo. In caso di acquisto o costruzione di una nuova abitazione, oltre una famiglia su due prenderebbe in considerazione l’installazione di un impianto a biomassa legnosa. Tra chi già la utilizza, la fedeltà è ancora più marcata: più del 70% rifarebbe la stessa scelta, segnale di una tecnologia che, tra sostenibilità e risparmio, continua a conquistare consenso.

 

Il settore si prepara ora a un momento di confronto e rilancio con Progetto Fuoco, il principale evento mondiale dedicato agli apparecchi per il riscaldamento e alla produzione di energia da biomassa, organizzato da Veronafiere. La manifestazione si terrà a Verona dal 25 al 28 febbraio e vedrà la partecipazione di 430 brand, di cui il 42% proveniente da 38 Paesi esteri. Su una superficie di 65mila metri quadrati distribuiti in sette padiglioni e un’area esterna, saranno esposti almeno 5.000 prodotti, in larga parte funzionanti grazie a un sistema dedicato di aspirazione dei fumi. Attesi oltre 40mila operatori professionali, di cui 10mila dall’estero.