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Caro prezzi materie prime: non sarà un fenomeno di breve periodo

Caro prezzi materie prime: non sarà un fenomeno di breve periodo

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Per i retailer, ciò significa abbandonare politiche di acquisto basate sul ‘just in time’ e tornare a fare magazzino.

 

Non ci si può attendere un’inversione dei prezzi delle materie prime che ci faccia tornare al livello di prezzo pre-pandemico. Ci potranno essere delle fasi di correzione, probabilmente con la fine dell’emergenza pandemica, ma un ritorno al passato è poco probabile”. Ad affermarlo, durante il convegno del Bricoday, è Gianclaudio Torlizzi, founder e managing director T-Commodity, società specializzata nei servizi di market intelligence, risk management e formazione su commodities e cambi valutari.

 

A fronte di un contesto così mutato, Torlizzi invita i retailer a rivedere le proprie politiche di acquisto, adattandole a questa new normality: “Fino a poco tempo fa si lavorava soprattutto sul ‘just in time’, e quindi si comprava merce in base alle esigenze immediate – puntualizza il referente di T-Commodity -. Oggi bisogna entrare nell’ottica di tornare a dinamiche di acquisto, per così dire, più legate al passato, ovvero è necessario ricominciare a fare magazzino”.

 

A imporre ai distributori questo cambio di passo nell’approccio agli acquisti della merce, ci sono questioni di politica internazionale: “In un clima di forte geocompetizione strategica fra grandi potenze (Cina e Usa), come è quello che stiamo vivendo in questi mesi, chi ha la materia prima ha una leva importante da sfruttare – spiega Torlizzi -. Per questo motivo le filiere saranno danneggiate in maniera sempre più strutturale. Le supply chain saranno sempre più frastagliate”.