
Con l’allerta sanitaria volano i canali di prossimità e l’online
Il negozio di vicinato e l’ecommerce stanno intercettano al meglio le esigenze d’acquisto dei clienti in questa fase emergenziale.
Il canale di prossimità (inclusi i negozi tradizionali) e l’online sono i segmenti distributivi che, con l’emergenza Covid-19, stanno performando meglio. Lo segnala il recente live event “Attivarsi per la Fase 2: insight GfK su Largo Consumo, Media e Comunicazione” realizzato da GfK Italia.
Il negozio di vicinato – almeno finché saranno in vigore le attuali restrizioni – sembra rispondere meglio alle esigenze attuali delle persone, quali la necessità di contingentare il tempo dedicato agli acquisti nel punto vendita, unita all’urgenza di limitare gli spostamenti. Un’evidenza, quest’ultima, che vale per tutte le tipologie di punto vendita di prossimità, quindi anche per il settore brico-garden.
Quanto all’ecommerce, si è già detto in più sedi dell’ovvia crescita del segmento, data la natura contactless di questa modalità di spesa, che limita (ed in alcuni casi annulla del tutto) i contatti interpersonali. Stando alle rilevazioni GfK, l’11,5% delle famiglie italiane, a marzo, ha fatto la spesa online. Un’abitudine nuova per molti (il 37% non l’aveva mai fatta nell’ultimo anno) ma con grandi potenzialità di sviluppo: sempre a marzo il 19% della popolazione ha provato a fare una spesa alimentare via web ma non c’è riuscita per limitazioni del canale nel gestire una domanda esplosa. Oltre ai prodotti di prima necessità e quelli legati alla pulizia, durante il lockdown sono cresciuti tutti i prodotti legati alla sfera del benessere.
In base ai dati del Consumer Panel GfK, emerge, inoltre, come nel primo trimestre 2020 la penetrazione del canale online (limitatamente al settore del largo consumo) sia incrementata di 4,6 punti.













