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Costi materie prime, inversione di rotta a fine 2021?

Costi materie prime, inversione di rotta a fine 2021?

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Secondo l’Ufficio studi di Anima Confindustria i costi delle materie prime potrebbero tornare a raffreddarsi nell’ultimo quadrimestre dell’anno in corso.

Il continuo aumento dei prezzi delle materie prime innescatosi a maggio dell’anno scorso non si è ancora fermato, ma sta rallentando e potrebbe invertire la rotta nell’ultimo quadrimestre del 2021: questo è quanto emerge dall’analisi di Achille Fornasini, professore dell’Università di Brescia, in collaborazione con l’Ufficio studi di Anima Confindustria (l’associazione dei produttori del settore Meccanica), presentata al Focus Materie Prime, l’osservatorio periodico di Anima Confindustria dedicato all’aggiornamento dei mercati delle commodity.

 

L’analisi evidenzia come, oltre all’inedita contrazione dell’offerta causata dai fermi e dalle chiusure degli impianti durante il picco della pandemia, tra i fattori critici scatenanti l’aumento generalizzato dei prezzi vi sia innanzitutto il boom della domanda globale da parte delle macro-regioni industrializzate: in incalzante sequenza l’Asia, il Nordamerica e l’Europa. In secondo luogo, pesa la conclamata inefficienza dei sistemi logistici internazionali e locali: diretta conseguenza delle misure sanitarie, che hanno rallentato le movimentazioni nei porti, ma anche della ripartenza pressoché simultanea di tutti i sistemi industriali mondiali, che ha contribuito a congestionare talune rotte e a emarginarne altre.

 

«Come se tutto ciò non bastasse – commenta Fornasiniil graduale indebolimento del dollaro ha reso meno onerosi gli approvvigionamenti, trattandosi di materie prime quotate appunto nella divisa americana. Infine, gran parte delle imprese, trovandosi a corto di scorte, si è lanciata in acquisti di materie prime ben più consistenti dei normali fabbisogni, innescando e accompagnando una spirale di aumento dei prezzi che tuttora si autoalimenta. In un tale contesto la speculazione finanziaria continua a trovare il terreno più favorevole per le proprie scorribande che, individuando nelle materie prime ottime alternative di investimento, ne accelerano e ne potenziano i continui rincari».

 

«La crescita dell’offerta e il progressivo miglioramento della logistica internazionale – conclude Fornasini – iniziano a manifestare i loro effetti, allentando la tensione sui prezzi. Il ridimensionamento delle quotazioni non riguarderà tuttavia tutte le materie prime: una ragione in più per spingere soprattutto le piccole e medie imprese trasformatrici a costituire consorzi d’acquisto finalizzati ad aumentare la forza contrattuale nei riguardi di fornitori nell’ambito di accordi quadro di approvvigionamento».