
E-commerce più selettivo, ma l’arredamento cresce del 6,5%
Osservatorio Netcomm-Cribis: in un canale online più maturo e competitivo, l’arredo mette a segno l’incremento più elevato.
In un mercato ecommerce italiano che entra in una fase di maggiore selettività, il comparto dell’arredamento si distingue come uno dei più dinamici. Secondo i dati dell’Osservatorio siti ecommerce italiani realizzato da Netcomm in collaborazione con Cribis, nel 2026 il settore registra una crescita del 6,5%, risultando il comparto con il miglior andamento tra quelli analizzati.
Il dato emerge in un contesto non privo di difficoltà. Nel 2026 le aziende attive online scendono infatti a 87.000 unità, in calo del 4,4% rispetto alle 91.000 rilevate nel 2025. A fronte di 21.717 nuovi ingressi, oltre 23.200 imprese presenti online lo scorso anno non risultano più operative nel commercio digitale. Oltre il 90% delle realtà attive è costituito da micro e piccole imprese.
Secondo lo studio, il mercato starebbe entrando in una fase di “maturità selettiva”, nella quale non conta più soltanto aumentare il numero di operatori presenti online, ma sviluppare modelli di business sostenibili, competenze adeguate e capacità di investimento. Il saldo negativo tra nuove aperture e uscite dal mercato rappresenta infatti un segnale di consolidamento del settore.
A confermare questa tendenza è anche la crescente concentrazione del fatturato nelle mani degli operatori più strutturati. Le società di capitale con e-commerce sono circa 47.000, pari al 54% del totale delle imprese attive online, ma generano il 96,1% del fatturato complessivo del settore. Un dato che evidenzia come il commercio digitale stia progressivamente premiando le aziende capaci di sostenere investimenti e strategie di lungo periodo.
Sul piano dimensionale, il riassestamento appare altrettanto significativo. Le micro imprese registrano una crescita del 37,7%, mentre le grandi aziende segnano una contrazione del 14,3%. L’e-commerce italiano si conferma così un ecosistema capillare e frammentato, composto per il 68,4% da micro imprese e per il 23% da piccole aziende, ma al tempo stesso sempre più competitivo e orientato alla ricerca di efficienza e redditività.













