
Edilizia, a picco le ristrutturazioni nel 2025, atteso rimbalzo nel 2026
Dopo il boom 2021-2023, il settore delle costruzioni registra nel 2025 una lieve flessione (-1,1%), sostenuto soprattutto alle opere pubbliche. Riqualificazioni residenziali in forte calo nel 2025, ma nel 2026 è atteso un rimbalzo.
L’Osservatorio Congiunturale sull’industria delle costruzioni di Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) indaga su un comparto che in vari modi tocca ognuno di noi. Nello specifico il nostro canale di vendita è legato al mondo delle costruzioni a doppio filo, sia come fornitore di imprese edili e professionisti ad esse collegati (posatori, artigiani, installatori, elettricisti, idraulici, ecc), sia perché ogni opera edile o cambio di casa è uno straordinario volano per gli acquisti dei privati nei nostri punti vendita.
Per il 2025, le stime dell’Ance indicano una flessione contenuta degli investimenti in costruzioni, pari al -1,1% in termini reali al netto dei costi di trasferimento di proprietà. Un dato in netto miglioramento rispetto alla previsione formulata un anno prima (-7%), grazie soprattutto alla performance delle opere pubbliche, la cui crescita è ora stimata al +21%.
Nel dettaglio dei comparti, il 2025 si caratterizza per una contrazione significativa degli investimenti in abitazioni (-15,6% in termini reali). A incidere è il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali per la riqualificazione del patrimonio abitativo, che negli anni precedenti avevano rappresentato uno dei principali driver del settore. La manutenzione straordinaria, in particolare, perde il ruolo trainante che aveva assunto nel recente passato.
Nel segmento della riqualificazione abitativa, la riduzione degli investimenti (-18%) è legata in larga parte al décalage delle aliquote degli incentivi fiscali. Strumenti che, nel periodo successivo alla crisi del 2008, avevano sostenuto la manutenzione e contribuito ad attenuare una contrazione complessiva del settore prossima al 40%.
Nel 2026 è atteso anche un rimbalzo della riqualificazione abitativa (+3,5%), dopo il ridimensionamento del biennio precedente. A sostenere questa dinamica contribuirà la proroga delle aliquote fiscali (50% e 36%) prevista dalla legge di bilancio 2026, oltre a una crescente sensibilità delle famiglie verso l’efficienza energetica e la sostenibilità, anche in un’ottica di contenimento dei costi di gestione dell’abitazione.
Restano invece in difficoltà gli investimenti in nuove abitazioni (-4,5%) e nel nuovo non residenziale (-3%), ancora frenati dal calo dei permessi di costruire. Un primo segnale di inversione emerge tuttavia nel terzo trimestre del 2025, con un aumento delle superfici autorizzate: +5,7% nel residenziale e +11,1% nel non residenziale. Un dato che potrebbe anticipare un graduale recupero, se il quadro macroeconomico dovesse stabilizzarsi.















