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Flying Tiger Copenhagen: l’Italia è il primo mercato del Gruppo

Flying Tiger Copenhagen: l’Italia è il primo mercato del Gruppo

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Nel Belpaese l’insegna conta 136 store e, insieme a Spagna e Regno Unito, rappresenta il 45% del fatturato complessivo della multinazionale.

 

L’Italia si conferma il mercato più importante per Flying Tiger Copenhagen, retailer danese specializzato nella vendita di articoli per la casa, regalo, lifestyle, party, cancelleria e piccoli accessori a prezzi accessibili. Con 136 negozi, il nostro paese è infatti il primo mercato del Gruppo, davanti a Spagna e Regno Unito, e insieme a questi due paesi contribuisce a generare il 45% del fatturato complessivo.

 

Lo evidenzia il Rapporto Annuale 2025, che descrive un anno di crescita e trasformazione per l’insegna. Flying Tiger Copenhagen ha infatti registrato il fatturato più elevato della propria storia, pari a 5,3 miliardi di corone danesi (circa 710 milioni di euro), in crescita del 2,1% rispetto al 2024. L’Ebitda si è attestato a 1 miliardo di corone danesi (circa 134 milioni di euro). La multinazionale ha inoltre ampliato la propria presenza internazionale fino a raggiungere 44 mercati e una rete di oltre 1.100 punti vendita.

Nel corso dell’anno il retailer ha anche superato i 100 milioni di clienti e raccolto oltre 1,2 milioni di iscritti al nuovo programma fedeltà Flying Tiger Copenhagen Club.

 

Pur in un contesto retail ancora complesso, la multinazionale ha continuato a crescere grazie alla solidità del proprio modello operativo. In particolare, il franchising si conferma un importante motore di sviluppo: nel corso del 2025 Flying Tiger Copenhagen ha fatto il proprio ingresso in sei nuovi mercati.

 

Parallelamente prosegue il percorso sul fronte della sostenibilità. Nel 2025 il retailer ha ridotto del 34% l’intensità delle emissioni, dimezzato (-50%) le emissioni legate ai trasporti a monte della filiera e diminuito in modo significativo l’impiego della plastica sia nei prodotti sia negli imballaggi. Oggi il 77% dell’energia elettrica utilizzata nei negozi proviene da fonti rinnovabili.