
Home Depot: ecco che fornitori cerchiamo in Europa
Dalla conformità normativa alla gestione di grandi volumi, le principali caratteristiche richieste dal retailer ai produttori europei.
Che tipo di fornitori cerca oggi Home Depot in Europa? Ce lo racconta l’ing. Massimiliano Zampella*, managing director dell’European Sourcing Office di Home Depot.
In primo luogo, serve che un fornitore abbia prodotti conformi alle normative americane: “…Gli Stati Uniti sono una nazione composta da 50 Stati e spesso ogni Stato ha caratteristiche molto specifiche – spiega Zampella -. Per evitare situazioni in cui un prodotto vada bene, per esempio, in Nevada ma non in California, utilizziamo una matrice che prende come riferimento la normativa più stringente. E, in linea di massima, buona parte dei prodotti europei, a seconda delle categorie, è conforme”.
Poi ci sono alcune categorie che richiedono certificazioni ulteriori. In Florida per esempio, esistono regole particolari legate al clima, agli uragani e ad altre problematiche che richiedono certificazioni specifiche. Oppure ci sono categorie, come l’idraulica, che prevedono certificazioni ad hoc, rilasciate da enti dedicati come IAPMO o CSA.
Di contro, ci sono anche prodotti che non necessitano di certificazioni, come nel caso del mondo del decorativo, dove però servono fornitori capaci di sviluppare proposte legate anche alle attese del territorio: articoli che funzionano nella East Coast non necessariamente vanno bene sulla West Coast o nel Midwest, le tre principali macroaree statunitensi.
Un fornitore che lavora con Home Depot deve avere anche caratteristiche di scalabilità, intesa soprattutto come capacità di gestire grandi volumi: “Bisogna considerare che negli Stati Uniti abbiamo circa 2.000 negozi, in Canada poco più di 180 e in Messico altri 130. A questi si aggiungono circa 120 sedi di HD Supply (azienda di Home Depot attiva nel settore MRO, Maintenance, Repair and Operations), e circa 1.200 sedi di SRS (società di Home Depot attiva nei cosiddetti specialty trades)”.
Inoltre negli ultimi anni, soprattutto con la nuova amministrazione americana, si è assistito a cambiamenti importanti legati alle tariffe doganali: “Per questo motivo – puntualizza Zampella – oggi rappresenta un vantaggio per un fornitore poter contare non solo sull’importazione diretta dall’Europa, ma anche su una distribuzione diretta negli Stati Uniti. A ciò si aggiunge la crescita del canale online, che continua a registrare incrementi a 2 cifre. Di conseguenza, avere una struttura distributiva direttamente negli States, in Canada e in Messico, con la possibilità di effettuare anche il dropshipping, cioè la consegna del prodotto direttamente al cliente finale, rappresenta un ulteriore valore aggiunto”.
*L’ingegner Massimiliano Zampella proviene dal mondo produttivo (chimico ed aeronautico) con una laurea in Ingegneria Meccanica a Napoli e un EMBA alla Bocconi, lavora da oltre 20 anni nella ricerca di nuovi fornitori in Europa, Medio Oriente e Nord Africa per tutte le divisioni del Gruppo.
L’intervista integrale a Massimiliano Zampella sarà disponibile sul numero di Bricomagazine di settembre.













