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Il Bonus verde fino al 2024

Il Bonus verde fino al 2024

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Rinnovata per altri tre anni la misura a sostegno degli interventi di sistemazione a verde, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi e realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

 

Il Documento programmatico di bilancio (Dpb), che disegna la cornice della Legge finanziaria 2022, approvato dal Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2021, prevede – all’art.8 – la proroga triennale del Bonus verde. Partono ora i lavori che porteranno al testo definitivo della prossima Manovra finanziaria.

 

Nada Forbici, Presidente di Assofloro e Coordinatrice della Consulta nazionale florovivaismo di Coldiretti, sottolinea come il settore florovivaistico sia sempre più al centro delle strategie politiche ed economiche dell’Europa, per la lotta ai cambiamenti climatici, per la salute delle città e per la ripresa dopo la pandemia. “Fin da quando è stato istitutito nel 2017, abbiamo sottolineato come il Bonus verde sia una misura che fa bene prima di tutto all’ambiente e alle città, perché aumenta la presenza e la qualità del verde urbano, elemento necessario ad aumentare la qualità della vita oltre che contribuire in modo importante a mitigare i cambiamenti climatici, che proprio in questi giorni stanno colpendo duramente alcune aree del nostro Paese”.

 

Ma il Bonus verde è anche uno strumento che migliora il settore, facendo emergere il sommerso a favore delle imprese regolari, che rispettano le leggi e le norme della sicurezza sul lavoro, che hanno al loro interno le competenze e professionalità.

 

Ricordiamo che il bonus verde consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, e realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Danno diritto all’agevolazione anche le spese di progettazione e manutenzione se connesse all’esecuzione di questi interventi. La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto, la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile.