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Il franchising in Italia vale l’1,8% del Pil

Il franchising in Italia vale l’1,8% del Pil

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Rapporto Assofranchising: il giro d’affari del settore è di circa 34 miliardi di euro. Aumentano i negozi ma calano le insegne attive.


Razionalizzazione è la parola che meglio riassume le tendenze del franchising italiano nell’ultimo anno. Se da una parte crescono i punti vendita e gli addetti coinvolti, dall’altra diminuiscono le insegne attive. In generale, il comparto conferma un’accelerazione del business e consolida il suo trend di crescita con un giro d’affari che sfiora i 34 miliardi di euro e un aumento del +9,9% (rispetto al 2022). L’affiliazione a un franchisor si consolida come una soluzione in grado di offrire un rapido posizionamento strategico e consente di ridurre rischi e incertezze, per un modello di business che resta una scelta strategica per entrare nel mercato con una base solida, riducendo il rischio d’impresa.

 

È quanto emerge dal Rapporto Assofranchising Italia 2024 – Strutture, Tendenze e Scenari realizzato da Nomisma per Assofranchising, il marchio di rappresentanza del franchising italiano aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia.

 

Le buone performance del giro d’affari del settore – che vale l’1,8% del Pil – si riflettono anche sugli altri indicatori. Nel 2023 cresce il numero di punti vendita in franchising, con un’accelerazione superiore rispetto al trend registrato in passato (+7,6% vs 2,2%). Allo stesso modo incrementa anche il numero complessivo di negozi, che raggiungono le 65.806 unità (+4.664 rispetto al 2022), e il numero degli addetti occupati, che si attesta a 287.767 (+34.919 unità).

 

Gli elementi che hanno caratterizzato la crescita sono riconducibili principalmente agli investimenti attuati per coinvolgere nuovi franchisee, in particolare da parte dei grandi brand, e alla creazione di nuove insegne. Considerando le insegne operative, nonostante l’inserimento di nuovi player, continua il trend discendente che si era accentuato nel 2022. Nel 2023, sono 25 le insegne venute a mancare.

 

Per il 2024 le previsioni sul fatturato complessivo del comparto sono viste in crescita e nell’ordine del +4,3%.