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Il successo dell’omnicanalità passa dalla qualità degli inventari

Il successo dell’omnicanalità passa dalla qualità degli inventari

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Conoscere con precisione lo stock di merce disponibile, in tempo reale, non solo nei magazzini ma anche sugli scaffali, è oggi indispensabile per offrire un’esperienza omnicanale.

 

Digitalizzazione non è solo ecommerce. Anzi, oggi gestire una rete di store fisici richiede un alto livello di cultura digitale in tantissime fasi della gestione. Una delle più importanti è quella dell’inventario, come evidenziato da una recente ricerca di Manhattan Associates, azienda tech che opera nel settore della supply chain e nel commercio omnicanale, sulle aspettative dei consumatori e del retail nel 2022.

 

Infatti conoscere con precisione lo stock di merce disponibile, in tempo reale, non solo nei magazzini ma anche sugli scaffali, è un fattore indispensabile per soddisfare un cliente che oggi è ancora affezionato al punto vendita fisico, ma desidera ritrovare tutti i plus a cui è stato abituato con gli acquisti online, in particolare gradisce le soluzioni ‘ibride’, quelle che oggi definiamo omnicanale: conoscere la disponibilità di merce prima di recarsi in negozio, estensioni online della gamma in-store, click&collect, conoscenza della disponibilità di merce negli altri negozi della rete.

 

Tutto ciò rende necessaria un’alta qualità del proprio inventario, fattore che sta diventando sempre più strategico, anche nell’ottica ormai diffusa di usare il punto vendita come hub per l’ecommerce. Ecco alcuni numeri che certificano quanto detto, oggi che la maggior parte delle vendite è influenzata dal digitale. L’82% dei consumatori prepara la visita in un negozio con ricerche online con le seguenti motivazioni: vedere qual è l’offerta migliore (46%), ottenere informazioni sul prodotto (44%), assicurarsi che il prodotto sia disponibile (42%) e per leggere le recensioni (41%).

 

Mentre la percentuale di consumatori che utilizzano un approccio online prima dello shopping in negozio rimane stabile dal 2021, le loro motivazioni sono cambiate. Il confronto dei prezzi passa dal 40 al 46%, ma il salto più grande è di coloro che leggono le recensioni che passa dal 33% del 2021 al 41% del 2022. È anche importante tenere presente che spesso queste ricerche si svolgono all’interno del punto vendita, tramite un dispositivo mobile, corsie infinite o etichette elettroniche.

 

Quando si tratta di interazioni con il personale in negozio, la maggior parte degli acquirenti (51%) concorda sul fatto che l’aspetto più importante del servizio che vorrebbero ricevere è la conoscenza del prodotto seguito dalla capacità di mostrare e dimostrare il prodotto (19%) e avere esperienza personale dei prodotti (9%).

 

Tornando alla questione dell’inventario, se un prodotto è esaurito, quasi un quarto dei consumatori si aspetta che l’addetto sia in grado di verificarne la disponibilità in un punto vendita della rete nelle vicinanze. Questo dato cresce ancora di più nel nostro Paese (la ricerca è internazionale) dove arriva al 30%. La maggior parte dei rivenditori è consapevole di questa richiesta, infatti, l’83% dei retailer intervistati nel 2022 hanno dichiarato di aver implementato un elevato livello di interconnessione tra le loro funzioni online e in-store, in leggero aumento dal 2021 (81%). Tuttavia, solo circa la metà sta applicando le seguenti attività omnicanale: acquista in negozio e restituisci online (50%), ordina online se esaurito in negozio (50%) e acquista online e restituisci in negozio (46%).