Home Distribuzione Kingfisher: da soli non si va da nessuna parte. Si cresce fidandosi dei partner commerciali
Kingfisher: da soli non si va da nessuna parte. Si cresce fidandosi dei partner commerciali

Kingfisher: da soli non si va da nessuna parte. Si cresce fidandosi dei partner commerciali

165
0

La collaborazione, oggi più che mai, è centrale per lo sviluppo del business. Lo dice Thierry Garnier, ceo della multinazionale inglese.

 

Sebbene il 44% dell’offerta assortimentale dei suoi negozi sia a marchio proprio, Thierry Garnier, ad di Kingfisher, è fortemente convinto del ruolo fondamentale giocato dai brand. Lo ha ribadito con convinzione durante l’evento ‘Meet The Ceo’, promosso dal Global Diy Network: “Stiamo cercando di avere un giusto equilibrio fra brand e private label – spiega il manager -. Sulle linee a marchio del distributore, ovviamente, abbiamo più margine di manovra, per fare un esempio possiamo essere più green, sviluppando gamme sostenibili. Ciò detto, ci sono categorie in cui operano produttori importantissimi, collaborativi, e che sanno dare contributi importanti al nostro lavoro. Con ciò voglio dire che da soli non siamo migliori, al contrario miglioriamo dialogando e affidandoci alla competenza dei nostri partner commerciali”.

 

Del resto, proprio grazie alla collaborazione con i fornitori, nel corso del 2020 la multinazionale è riuscita a crescere, incrementando fortemente il proprio business omnicanale, ovvero dando un forte impulso alla propria attività di ecommerce: “Nella fase di picco del lavoro, che ha coinciso con la scorsa estate, siamo stati in grado di evadere, a livello globale, 1,5 milioni di ordini alla settimana – segnala Garnier -. Non solo: complessivamente, abbiamo guadagnato ben 10 milioni di nuovi clienti”.

 

Fra i nuovi faidateisti, ci sono molti giovani (18-34 anni), alcuni dei quali hanno approcciato il diy per la prima volta durante la pandemia: “L’interesse delle nuove generazioni per il brico, sebbene sia nato a seguito dell’emergenza sanitaria, e quindi per la necessità di vivere maggiormente l’ambiente domestico, è un trend destinato a durare, per due ragioni: da una parte i ragazzi, una volta apprese certe competenze di fai da te, hanno cominciato ad appassionarsi al settore. Dall’altra, quello dello smart working è un fenomeno che proseguirà, e quindi la casa continuerà ad essere centrale anche nella vita lavorativa delle persone”.

 

È soprattutto pensando alle fasce di popolazione più giovani, e alle loro aspettative d’acquisto, che Kingfisher si sta preparando all’evoluzione del proprio network: “I ragazzi sono abituati a comprare online e a ricevere la merce nell’arco di un tempo sempre più breve. Per questo, dobbiamo ripensare anche i nostri negozi, che dovranno essere maggiori di numero ma inferiori nelle dimensioni, più simili a dei pick up point, dove il cliente viene principalmente per ritirare quanto ordinato online”.