
La filiera del legno-arredo chiude il 2023 a -7,8%
Ma le previsioni per il 2024 si attestano su un +4,5% totale, secondo FederlegnoArredo.
Dopo due anni di crescita eccezionale, nel 2023 la filiera del legno-arredo, che include circa 66.500 aziende e 300.000 addetti, ha vissuto un fisiologico rallentamento, che ha portato a chiudere l’anno a -7,8%, in base ai Consuntivi elaborati dal Centro Studi FederlegnoArredo. Un dato quindi che non sorprende e “Per di più, nonostante il -7,8% della filiera, sia il mercato italiano, sia l’export si mantengono sopra i livelli pre-pandemici del 2019 – commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin -, a dimostrazione proprio del fatto che l’incremento registrato durante i due anni precedenti è stato un evento straordinario, difficilmente ripetibile”.
Complessivamente il fatturato 2023 della filiera si chiude a 52,7 miliardi di euro (rispetto ai 57,2 miliardi di euro del 2022). Di questi, il mercato interno chiude a 32,8 MLD, per un -9,6%, mentre l’export a 19,9 MLD per un -4,6%.
A impattare è soprattutto l’andamento del macrosistema legno che diminuisce del 10,5% (mercato nazionale -11,5%, export -7,2%), ma anche il macrosistema arredamento registra una flessione, seppur più contenuta, del 3,8%, ancora ampiamente sopra i livelli 2019 (mercato interno -3,7%, export -3,8%). Si mantiene sui livelli dell’anno precedente il saldo commerciale, pari a +0,1%, mentre negativa la performance del Commercio legno a -20%.
Sui risultati 2023 ha certamente influito anche il peso inflattivo che ha trasformato la crescita in crescita di fatturato, piuttosto che di volume, come dimostrano i dati Istat della produzione industriale. La variazione del fatturato 2023 rispetto al 2019 è, infatti, imputabile per lo più all’aumento dei prezzi. Riguardo il legno, non si evincono differenze rilevanti tra l’indice del fatturato (-14,2%) e quello della produzione industriale (-14,3%) nel confronto tra 2022 e 2023, mentre la variazione del fatturato 2023 su 2019 è del +26,2% a fronte di una produzione sostanzialmente in linea (-0,9%). Riguardo il mobile, se il fatturato 2023 risulta in lieve contrazione rispetto al 2022 (-2,5%) ma su livelli ben al di sopra di quelli pre-pandemici (+25,4%), la produzione è a -4,7% rispetto al 2022, mentre sfiora lo zero (+0,9%) rispetto al 2019.
“Adesso il Salone del Mobile.Milano è alle porte e sappiamo che questo appuntamento darà linfa vitale al settore, soprattutto in termini di export. Perché a Rho arrivano i buyer, gli architetti, i designer di tutto il mondo. Ed è proprio alla seconda metà dell’anno che dobbiamo guardare per tornare a pensare positivo e a supporre che la curva, seppur fisiologica di discesa, si sia arrestata. Vogliamo pensarlo perché l’ottimismo è un po’ la ‘follia’ che contraddistingue noi imprenditori, ma anche perché sono i dati del nostro Monitor a dircelo. Dal campione rappresentativo di aziende – anticipa il presidente Feltrin – le previsioni 2024 per la filiera parlano di un +4,5% totale, scorporato in +8,5% di export e +1,7% di mercato interno. Nello specifico del macrosistema arredamento la stima parla di un +6,4% totale, pari a un +10% di export e +2,9% di mercato italiano. Per il legno la previsione è più contenuta: +1,5% totale, +4,9% export e +0,2% mercato interno. L’augurio è che queste stime possano essere confermate, consapevoli che ormai risulta davvero complesso, per non dire impossibile, fare previsioni a lungo termine, visto il panorama internazionale così instabile. Motivo ancor di più per continuare a puntare sull’eccellenza dei nostri prodotti che possono contare su una filiera nazionale corta di assoluto valore e versatilità”.













