Home Distribuzione Le insegne Diy tedesche contro il tetto UE dei tempi di pagamento
Le insegne Diy tedesche contro il tetto UE dei tempi di pagamento

Le insegne Diy tedesche contro il tetto UE dei tempi di pagamento

333
0

BHB, l’associazione dei retailer tedeschi del brico-garden, prende posizione contro la proposta della Commissione UE di fissare il tetto di 30 giorni per i pagamenti B2B.

 

La UE si appresta a varare un Regolamento vincolante per tutti gli Stati membri, con il quale rende obbligatorio il tetto dei 30 giorni per tutte le transazioni commerciali. Una misura fondamentalmente sacrosanta, ma con implicazioni dirompenti su dinamiche commerciali acquisite e che può rompere gli equilibri dei flussi di cassa di molte imprese distributive, soprattutto di quelle più piccole.

 

BHB, la potente associazione dei retailer brico-garden tedeschi, austriaci e svizzeri, si è schierata con forza contro il provvedimento adducendo ragioni di principio e criticità specifiche per il settore del brico-garden. “Fondamentalmente, una regolamentazione equa dei pagamenti è nell’interesse di tutti nel settore del fai da te”, ha sottolineato l’amministratore delegato di BHB Pietro Wüst. “Una normativa vincolante però mette in discussione in modo significativo il valore prezioso della libertà contrattuale. In questo caso la BHB, in linea con numerose altre associazioni di categoria, ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla regolamentazione nella sua forma attuale”. Inoltre, tale proposta si rivelerebbe inadeguata e pericolosa “in situazioni particolari con un impatto diretto sull’economia, come quelle verificatesi durante la crisi del Corona virus e l’inizio della guerra in Ucraina, in cui le parti coinvolte avevano bisogno di un sistema di pagamento flessibile”.

 

BHB entra anche nel dettaglio delle specifiche criticità della norma applicata al nostro canale distributivo. Una regolamentazione inflessibile dei termini di pagamento porta uno svantaggio soprattutto per i centri di bricolage e di giardinaggio che spesso hanno un basso tasso di rotazione delle scorte, causando spese per interessi notevolmente più elevate, quindi aumento dei costi e necessità di aumentare i prezzi a scaffale. Tale dinamica porterà anche a distorsioni della concorrenza, favorendo i grandi retailer rispetto a indipendenti e piccole catene più sensibili ai flussi di cassa. Infine, con il nuovo regolamento, gli ordini stagionali programmati (ad esempio mobili da giardino, barbecue, ecc.) dovrebbero essere prefinanziati per un lungo periodo, il che comporterebbe un onere aggiuntivo e renderebbe insostenibile il ritiro anticipato della merce, spesso richiesto dall’industria.

 

Non ultimo, il nuovo quadro normativo spingerebbe i rivenditori a cercare più fornitori fuori dal mercato europeo, in paesi che dispongano di maggiore flessibilità nelle norme contrattuali. Wüst conclude con una osservazione sulla vigilanza necessaria per far rispettare tale normativa: “La giungla della burocrazia, che negli ultimi anni è diventata sempre più fitta, deve in realtà essere sgomberata; invece una nuova autorità complica ulteriormente i processi”.