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Legno-arredo 2020: chiusura in negativo, ma netto recupero dalla seconda parte dell’anno

Legno-arredo 2020: chiusura in negativo, ma netto recupero dalla seconda parte dell’anno

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Il mercato contiene le forti perdite del I trimestre. A favorire il rilancio, il rinnovato interesse degli italiani per la casa.

 

La filiera italiana del legno-arredo chiude il 2020 con una contrazione del 10,8% rispetto all’anno precedente, secondo i Preconsuntivi elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo. Dopo i dati pesantemente negativi del primo semestre 2020 (con stime di perdita, ad aprile, comprese fra il -35% ed il -45%), i mesi estivi sono stati nodali per recuperare in termini di fatturati e vendite. Commenta in proposito il presidente di FLA Claudio Feltrin: “Volendo leggere i preconsuntivi con lo sguardo rivolto al futuro e non al passato, potremmo dire che ci permettono di guardare al 2021 con cauto ottimismo”.

 

A livello di andamento per comparto merceologico, il contract è uno di quelli che ha sofferto maggiormente, e che continua a soffrire più di altri settori. Alberghi, aeroporti, luoghi pubblici chiusi hanno coinciso con una contrazione di spesa in questa direzione, mentre l’arredo casa ha beneficiato della permanenza forzata fra le mura domestiche. Proprio il desiderio degli italiani di rinnovare la propria abitazione, assieme alle numerose agevolazioni fiscali disponibili per il 2020, ha concorso a limitare la caduta dei fatturati del comparto.

 

A determinare la flessione del giro d’affari è stato anche il calo delle esportazioni (-13,1%). La flessione dell’export è legata ai numerosi lockdown e al pesante rallentamento degli scambi internazionali