Home Distribuzione Leroy Merlin in Russia: botta e risposta con Zelensky
Leroy Merlin in Russia: botta e risposta con Zelensky

Leroy Merlin in Russia: botta e risposta con Zelensky

1.79K
0

Citata direttamente da Zelensky durante il suo intervento al parlamento francese, Leroy Merlin risponde con un breve comunicato stampa.

 

Diventa sempre più forte la pressione internazionale su Leroy Merlin perché cessi le sue attività in Russia. Mercoledì 23 marzo il presidente ucraino Volodomyr Zelensky, nel suo discorso tenuto in videoconferenza davanti al parlamento francese aveva citato esplicitamente l’insegna. Testualmente: “Le aziende francesi devono lasciare il mercato russo. Renault, Auchan, Leroy Merlin e altri devono smettere di sponsorizzare la macchina da guerra russa“.

 

Negli stessi giorni uno dei centri Leroy Merlin di Kiev è stato bombardato dai russi e i dipendenti ucraini della catena (che ha 6 negozi nel paese) hanno aperto una petizione da firmare online sull’account ufficiale Instagram di Leroy Merlin Ucraina per chiedere al Gruppo Adeo e all’AFM (Associazione Famiglia Mulliez) di sospendere le attività in Russia, pubblicando un’impressionante immagine del punto vendita devastato.

 

Finora il retailer aveva sempre taciuto, era solo trapelata una lettera inviata dalla filiale russa ai fornitori in cui si annunciava che le vendite sarebbero continuate, addirittura con integrazioni nell’assortimento. Poi, dopo il discorso di Zelensky, è stato diffuso un breve comunicato ufficiale che pubblichiamo qui di seguito.

 

“Comprendiamo la posizione del presidente Volodymyr Zelensky di chiedere il sostegno della Francia per riportare la pace. Anche noi abbiamo chiesto la pace dal primo giorno, essendo presenti in questi due paesi, in Ucraina e in Russia. Sosteniamo quotidianamente i nostri team in Ucraina: aiuti finanziari, alloggio, nuovo impiego nel paese ospitante.

 

La decisione di mantenere la nostra attività in Russia non è una decisione facile.

 

Abbiamo una responsabilità nei confronti dei nostri 45.000 dipendenti e delle loro famiglie che da 18 anni contribuiscono alla costruzione di Leroy Merlin Russia. Non abbiamo motivo di condannare i nostri team in Russia per una guerra che non hanno scelto.

 

Chiudere l’azienda dall’oggi al domani, chiudere i nostri negozi, sarebbe considerato un fallimento premeditato e quindi illegale, aprendo la strada a un esproprio, che rafforzerebbe i mezzi finanziari della Russia. Per altro, abbiamo deciso all’inizio del conflitto di sospendere i nuovi investimenti di Adeo in Russia.

 

Applichiamo tutte le sanzioni attuate dai paesi dell’Unione Europea e rispettiamo tutte le direttive del governo francese”.