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L’insegna irlandese Woodie’s: una storia di successo

L’insegna irlandese Woodie’s: una storia di successo

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Tra gli eventi organizzati dalla piattaforma Global DIY-Network, l’intervista a Declan Ronayne, Ceo dell’insegna Diy Woodie’s, leader nel mercato irlandese.

 

In occasione del Global DIY-Network, che si pone tra gli obiettivi quello di incontrare i principali protagonisti del settore home improvement a livello globale, è stata svolta un’intervista all’amministratore delegato di Woodie’s, catena irlandese di bricolage e articoli per la casa. Eccone la storia e i punti di forza.

 

Alcuni numeri
Nel mercato del fai da te irlandese, Woodie’s rappresenta senza dubbio un’istituzione. L’insegna ha all’attivo 35 punti vendita, con superfici che in media si aggirano intorno ai 4.000/5.000 metri quadrati, per un totale di 1.500 dipendenti e oltre 30.000 referenze che spaziano dai prodotti per il fai da te alle vernici, dall’illuminazione agli articoli per la casa, dagli accessori per il bagno ai prodotti per l’edilizia, dal giardinaggio alle cucine componibili. L’azienda fa parte del Grafton Group Business, consorzio che riunisce i rivenditori appartenenti al comparto edile con sede tra Regno Unito e Irlanda.

 

La storia
Fondata nel 1987 a Walkinstown, Dublino, l’attività ebbe subito successo e da quel momento in poi si procedette con una serie di nuove aperture su tutta la superficie nazionale. Con il negozio di Cork nel 1990 venne inaugurato il format Superstore, con una gamma di articoli notevolmente ampliata. Attualmente, Woodie’s è leader di mercato in Irlanda e, oltre al canale di vendita fisico, offre uno store online che consente di accedere a oltre 30.000 prodotti con possibilità di servizi di consegna a domicilio e click & collect.

 

La forza lavoro: la risorsa più grande
Il cardine dell’azienda è la forza lavoro, che insieme, come una squadra, costituisce l’elemento di successo dell’azienda. Come affermato da Declan Ronayne nel corso dell’intervista: “in Woodie’s il lavoratore è al centro delle politiche aziendali e si investe molto nel benessere di quest’ultimo, affinché possa avere non solo gli strumenti ideali per poter dare il meglio, ma anche perché possa lavorare in un ambiente sereno, non conflittuale, in armonia e sinergia con i colleghi”. La prova tangibile di questa attenzione, nonché grande motivo di orgoglio per Declan, è che Woodie’s sia stata accreditata, per cinque anni consecutivi, come Great Place to Work dall’intero personale aziendale. Come lui stesso afferma: “se si ha stima del loro lavoro e dunque li si gratifica, si avrà sicuramente un aumento nella produttività. Un lavoratore motivato e rispettato incide moltissimo sul rendimento dell’azienda”.

 

Le iniziative
In questo contesto, fondamentale è il “Programma persone”, che, tra le diverse iniziative, prevede training day, corsi di formazione, attività di engagement tra colleghi a cui si associano numerosi momenti di convivialità. Culmine di questo programma sono gli Oscar: si tratta di venticinque nomination da assegnare a vario titolo tra punti vendita e personale. Le assegnazioni dei premi avvengono durante una festa di gala dove il dress-code impone a tutti, senza distinzione, smoking e abito da sera. “Ovviamente il gala è il punto d’approdo, ciò che conta è l’impegno che ciascuno dei nostri dipendenti riversa costantemente nel lavoro e che, attraverso questa iniziativa, gli viene in qualche modo riconosciuto. Ai nostri store manager ripeto continuamente che il primo obiettivo non è fare vendite, ma migliorare il rapporto tra colleghi e incentivare a dare il meglio”.

 

L’impegno nel sociale
Woodie’s si impegna attivamente all’interno delle comunità presenti su tutto il territorio nazionale. Con iniziative come la campagna Woodie’s Heroes, che dal 2015 ha raccolto oltre 1,5 milioni di euro, l’insegna devolve il ricavato ad associazioni di beneficenza che migliorano la vita di bambini irlandesi in condizioni di disagio. L’operazione di raccolta di fondi si basa su donazioni volontarie da parte dei clienti, che, al termine dei loro acquisti, possono devolvere un contributo per l’iniziativa. Indubbiamente l’impegno nel sociale è un fattore determinante anche nella percezione dell’immagine dell’azienda, che acquisisce ulteriore valore attraverso iniziative benefiche. Per i clienti Woodie’s saper di poter donare, oltre che acquistare prodotti, è sinonimo di essere parte di una grande comunità.

 

L’ecommerce
L’online corrisponde al 2% del business dell’insegna, poiché il focus principale rimane la vendita in-store o eventualmente il servizio di click & collect. Come riferito dal Ceo dell’azienda, durante il lockdown le vendite online sono esplose e hanno raggiunto una quota del 10%, primariamente come click & collect. “Questo ci deve far riflettere su come dovremmo affrontare la questione dell’online in futuro, sebbene in Irlanda ci sia comunque una forte propensione a recarsi sul punto vendita perché gli irlandesi amiamo la socialità. Inoltre, una delle grandi sfide da affrontare quando si parla di commercio online è la disponibilità dei prodotti. Vogliamo incrementare il nostro magazzino e, in questo senso, vorrei approfondire la questione dei dark store”.

 

I numeri durante il lockdown e le prospettive legate al Covid-19
“Dal punto di vista del business, il paradosso è che abbiamo avuto un anno record in Woodie’s. Le persone, stando a casa, si sono dedicate maggiormente agli spazi domestici e per noi che siamo un soft retailer, questo è stato determinante”. A detta dell’amministratore delegato della catena, i comparti più performanti sono stati le vernici, il giardinaggio e i prodotti fai da te. A livello di numeri, a gennaio Woodie’s ha chiuso con un paio di punti percentuale, una situazione piuttosto normale. A partire da marzo, le vendite hanno cominciato ad aumentare. Solo nel mese di marzo, le vendite hanno registrato una crescita del 10%. Dalla riapertura dei punti vendita il 18 di maggio fino alla fine del mese, Woodie’s è stata investita da una crescita del 153%. Nel mese di giugno è stata registrata una crescita del 61% e nei quattro mesi successivi, fino alla fine di ottobre, del 41%. Le cifre da record del 2020 saranno difficilmente replicabili, tuttavia, come riferito dallo stesso Declan: “penso che nel 2021 le vendite continueranno ad andare bene, non esplosive come nel 2020, ma più allineate al 2019. Sicuramente per la prima metà del 2021 la situazione sarà estremamente positiva. Diverso, invece, il 2022, a cui dobbiamo guardare con grande attenzione, attraverso un’analisi puntuale delle abitudini d’acquisto dei consumatori, nonché che ruolo giocherà l’online nelle vendite”.