Home Mercato McKinsey: il caro prezzi dei noli e gli impatti sulla supply chain
McKinsey: il caro prezzi dei noli e gli impatti sulla supply chain

McKinsey: il caro prezzi dei noli e gli impatti sulla supply chain

210
0

I 10 passi che i rivenditori possono compiere affinché le proprie catene di fornitura reggano agli urti della situazione attuale.

 

Negli ultimi 18 mesi la quota di spesa delle famiglie in prodotti è aumentata per la prima volta in 60 anni. I livelli di scorte sono calati precipitosamente perché i rivenditori hanno ritardato gli acquisti durante i primi mesi della crisi. Complessivamente, i retailer dovranno spendere 39 miliardi di dollari per tornare ai livelli di inventario prepandemici.

 

Contestualmente, il settore dei trasporti sta sperimentando una congestione senza precedenti che ha causato interruzioni del servizio e aumenti delle tariffe: interruzioni concomitanti hanno il potenziale di diminuire l’Ebitda dei distributori dal 20 al 40% a breve termine; il 15-20% di questo calo è destinato a durare se questi shock della supply chain non verranno affrontati. Sono, queste, alcune delle prime evidenze emerse dal Report “Ten steps retailers can take to shock-proof their supply chains” (I 10 passi che i rivenditori possono compiere perché le proprie supply chian resistano agli urti) di McKinsey & Company.

 

L’offerta di navi container è diminuita, con una capacità complessiva in calo dell’11% da settembre 2020 a giugno 2021. Molti spedizionieri hanno ridotto la capacità in risposta al calo della domanda all’inizio della pandemia, e il successivo ramp-up ha intasato i porti. Inoltre, all’interno dell’industria è in atto un graduale consolidamento, con un minor numero di grandi operatori che controllano una quota crescente della capacità globale. Le prime cinque aziende attualmente controllano il 65% della capacità dei container, una cifra che si prevede salirà all’80% entro il 2025.

 

In aggiunta, sebbene l’occupazione nel settore dei trasporti e dell’autotrasporto sia in ripresa dopo il livello minimo nell’aprile 2020, questa traiettoria non è sufficiente per tenere il passo con la domanda. Secondo l’US Bureau of Labor Statistics, il settore ha guadagnato solo 3.800 posti di lavoro durante i primi tre mesi del 2021.

 

I livelli di disponibilità delle merci a magazzino sono scesi ai minimi storici, mentre gli alti tassi di utilizzo hanno fatto aumentare gli affitti. Allo stesso tempo, i salari dei magazzini sono tornati ai livelli del picco pandemico nonostante la crescita dell’occupazione. I retailer sono in competizione per assumere personale, offrendo un aumento della paga, dei bonus e dei benefici. Amazon, per esempio, ha annunciato che sta aumentando i salari medi iniziali a 18 dollari l’ora per attirare più lavoratori orari, mentre il distributore statunitense Target prevede di offrire lauree gratuite a 340.000 membri del personale. I salari orari medi sono saliti costantemente da 17,59 dollari nel settembre 2020 a 18,68 dollari nel maggio 2021 (rispetto a un picco di 18,79 dollari nell’agosto 2020).

 

I corrieri hanno aumentato i prezzi e aggiunto sovrapprezzi per tenere conto dell’impatto dell’aumento dei volumi b2c sulle loro reti.

 

Per ridurre le interruzioni lungo la supply chain, McKinsey & Company consiglia ai retailer di:

  • creare una piattaforma digitale di controllo
  • allocare strategicamente le scorte
  • ottimizzare i processi di acquisto
  • ridurre il rischio attraverso la diversificazione strategica dei fornitori
  • costruire partnership a lungo termine con i fornitori
  • migliorare l’efficienza
  • considerare di investire in una flotta privata o dedicata

 

Una trasformazione efficace della catena di fornitura si deve concentrare su tre aree di intervento capaci di generare valore a lungo termine:

  • riorganizzare la rete end-to-end
  • operare a livello interfunzionale per cambiare i modelli di acquisto e di pianificazione
  • investire in tecnologie di analisi avanzata e automazione