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Nel settore edile l’evoluzione digitale non decolla

Nel settore edile l’evoluzione digitale non decolla

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Sercomated: costruzioni al penultimo gradino per livello di digitalizzazione; al ritardo si accompagna anche un gap di efficienza.

 

Lo sviluppo rallentato del processo di digitalizzazione resta una criticità importante per il mondo dell’edilizia. È quanto emerso durante la 9a edizione del Convegno Sercomated Incontra, evento svoltosi a Milano il 24 maggio, e organizzato da Sercomated, società creata da Federcomated e facente capo a Confcommercio.

 

Segnala Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme: “Nel mercato delle costruzioni, che nel 2022 vale 220 miliardi di euro, il costo dell’errore si aggira intorno al 30%, pari a 69 miliardi di euro e se riuscissimo a recuperare anche solo il 15% dell’errore e dell’inefficienza avremmo un margine di 34,5 miliardi di euro. Credo che il processo di digitalizzazione potrebbe aiutare il settore a guadagnare“. Bellicini ritiene inoltre che i prossimi 10-15 anni saranno quelli del grande cambiamento in chiave digitale anche per il mercato delle costruzioni.

 

Eppure, a tutt’oggi, l’innovazione e il digitale faticano a penetrare nel settore delle costruzioni e il ritardo evidente della digitalizzazione è dichiarato anche dai dati Eurostat 2022 mostrati da Cresme: l’84,5% delle imprese dell’edilizia con meno di 10 dipendenti ha un tasso di digitalizzazione basso o bassissimo, peggio fa solo il settore del tessile.

 

Le costruzioni sono al penultimo gradino per livello di digitalizzazione e questo ritardo si accompagna anche a un gap di efficienza. E cioè, per quanto riguarda l’ottimizzazione dei processi, le imprese edili sono tra le meno efficienti: “Nel 2022 la produttività oraria nel settore delle costruzioni per addetto è stata di 25,9 euro contro i 37 euro nel manifatturiero e i 71,9 nella finanza – continua il direttore di Cresme –, però è anche vero che la produttività delle costruzioni in questi ultimi anni è cresciuta meglio che in altri settori, nel triennio pre-pandemico è stata del +1,5% mentre negli altri settori è stata del +0,4%”.

 

Fra i motivi del rallentamento del processo di digitalizzazione in edilizia, il convegno ha evidenziato: il basso livello di internazionalizzazione, le caratteristiche delle imprese come la dimensione media ridotta e la scarsa cultura del management nelle imprese famigliari; il problema di un ricambio generazionale difficoltoso e poi la complessità della filiera. Nuove competenze, una nuova mentalità collaborativa e la condivisione dei dati sono indicati, invece, come i punti di partenza per avviare una reale digital transformation del segmento.