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OVS rinuncia all’acquisizione di Kasanova

OVS rinuncia all’acquisizione di Kasanova

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L’offerta decade. I sindacati chiedono incontro urgente al Mimit per la salvaguardia occupazionale dei dipendenti Kasanova.

OVS non procederà all’acquisizione di Kasanova. Il Consiglio di Amministrazione del gruppo ha infatti deliberato di far decadere l’offerta vincolante per il 100% della società, giunta a scadenza il 4 febbraio, in quanto non si sono verificate le condizioni a cui l’operazione era subordinata.

 

Queste ultime erano: 1) la finalizzazione degli accordi con i creditori finanziari, 2) il positivo completamento della procedura di Composizione Negoziata della Crisi, 3) la deliberazione da parte degli organi competenti di Kasanova dell’azzeramento del capitale per perdite ed un contestuale aumento di capitale riservato che consenta ad OVS di acquisire il 100% del capitale sociale di Kasanova, e 4) l’assenza di eventi o circostanze che comportino un deterioramento della situazione patrimoniale o economica di Kasanova rispetto a quella posta a base dell’offerta vincolante.

 

La decisione arriva in un contesto di risultati economici in forte crescita per OVS. L’esercizio 2025 si è chiuso con vendite in aumento di circa il 7%, un Ebitda stimato tra 216 e 218 milioni di euro (+11%) e una generazione di cassa superiore del 20% rispetto all’anno precedente, a conferma di una solida performance operativa e finanziaria.

 

Gruppo OVS ha inoltre registrato il contributo positivo dei nuovi progetti, in particolare nell’abbigliamento donna e nel beauty, e l’integrazione di Goldenpoint, consolidata per sette mesi, con vendite in crescita di circa il 10% rispetto al periodo comparabile.

 

Lo stop all’operazione Kasanova non è dunque legato a criticità finanziarie, ma appunto al mancato avverarsi dei presupposti previsti dall’offerta.

 

Non si sa ancora nulla, ad oggi, circa il futuro di Kasanova. Ciò che è certo, è che le sigle sindacali hanno richiesto con urgenza al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’apertura di un tavolo di crisi in merito alla situazione aziendale di Kasanova, esprimendo preoccupazione circa la sua tenuta occupazionale.