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Pagamenti digitali nei centri brico: trend in aumento

Pagamenti digitali nei centri brico: trend in aumento

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Per la multinazionale Stripe, il futuro è nella convivenza fra transazioni finanziarie online e acquisti in store.

 

Gli acquisti in store nel dopo pandemia? Non saranno più come prima del 2020: il consumatore cerca oggi una shopping experience più connessa e il retail risponde a questa necessità facendo coesistere modalità di pagamento tradizionali ed esperienze di acquisto online. Ne è convinto Alessandro Astone, country manager per l’Italia di Stripe, multinazionale che realizza infrastrutture economiche per le transazioni finanziarie via internet: “In Italia un pagamento classico, come quello tramite bonifico bancario, è ancora molto frequente, rispetto alle principali nazioni europee. Si registra però una crescita molto sostenuta dell’utilizzo di wallet come Apple Pay e Google Pay. Insomma si fanno strada, fra i consumatori, nuove soluzioni di pagamento certamente più innovative”.

 

Pensando in particolare alle soluzioni per la distribuzione brico, Stripe evidenzia la necessità, per il segmento, di utilizzare infrastrutture di pagamento veloci e sicure, su misura per un settore che ha un costo medio per ogni acquisto al di sopra della media del retail online: “Abbiamo sviluppato questo progetto, per esempio, per un player come Leroy Merlin – segnala Astone – ed il risultato è stato un aumento dei tassi di conversione su web del 20% in un solo anno, a conferma del fatto che già prima esisteva un forte mercato potenziale, ma che la procedura di pagamento rappresentava un vero e proprio percorso ad ostacoli per gli acquirenti”.

 

Un tema, quest’ultimo, tutt’altro che banale: da una ricerca Stripe 2020 sui principali 450 siti di ecommerce più visitati in Europa è emerso che in Italia circa la metà delle piattaforme analizzate non controlla in tempo reale il numero di carta di credito (56%), né consente di inserire le cifre tramite tastierino numerico quando si paga da smartphone (50%), moltiplicando così la possibilità di errori fortuiti nell’inserimento dei dati, che portano spesso a dover ripetere l’intero procedimento, con un’altissima probabilità di un abbandono della transazione stessa.

 

L’intervista integrale ad Alessandro Astone di Stripe sarà disponibile nel prossimo numero di Bricomagazine.