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Pellet, prezzi triplicati: motivi e prospettive

Pellet, prezzi triplicati: motivi e prospettive

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Dai 4-5 euro dello scorso anno ai 10-15 euro di oggi, il prezzo di un sacco da 15Kg di pellet continua a crescere. Ecco le ragioni.

 

Si avvicina l’autunno e tutti sperano in una stagione fredda che sia più temperata possibile vista l’impennata dei costi energetici, gas in testa. In passato il pellet ha rappresentato un’ancora di salvezza per molte famiglie, consentendo di risparmiare parecchio sui costi del riscaldamento, una voce del bilancio familiare tra le più pesanti, soprattutto al Nord e nelle zone montane.

 

La sorpresa per chi si recherà nei punti vendita a far scorte di pellet per l’inverno sarà amara. Attualmente il prezzo di un sacco da 15 kg viaggia tra i 10 e i 15 euro, ma alcuni analisti prevedono possa addirittura sfondare quota 20 euro nei prossimi mesi; solo un anno fa la stessa confezione si pagava dai 4 ai 5 euro.

 

Secondo l’Associazione italiana energie agroforestali, l’Aiel, la causa di questa situazione dipende dalla somma di due fenomeni che si sono verificati nei mesi scorsi: da una parte l’impennata degli acquisti di stufe a pellet per sfuggire ai rincari del gas ha fatto aumentare la domanda in modo significativo, dall’altro il pellet scarseggia nel nostro Paese perché dipende dall’import da Francia, Austria e Germania. L’aumento del prezzo della biomassa è indiretto e tiene in conto del blocco del legname che proviene direttamente dalla Russia che ha diminuito l’esportazione di legno da lavorare per i Paesi europei. La legge della domanda e dell’offerta ha fatto il resto.