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Pellet, vendita contingentata. Ma la situazione è sotto controllo

Pellet, vendita contingentata. Ma la situazione è sotto controllo

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Nonostante l’impennata del prezzo, alcune insegne mettono un massimo d’ordine per soddisfare tutti i clienti. Ma non c’è allarme sulla disponibilità di pellet, che rimangono comunque più economici del gas.

 

Abbiamo già scritto dell’aumento del pellet che negli ultimi 12-18 mesi ha raddoppiato, in alcuni casi triplicato il prezzo. Inoltre, di recente Leroy Merlin e Tecnomat hanno contingentato la vendita di questo prodotto introducendo una quantità massima di materiale acquistabile. Detto che il limite consiste in 1 bancale online e 2 bancali nel punto vendita, quindi parliamo di quantitativi importanti, secondo le opinioni raccolte da Bricomagazine nel mercato la situazione sarebbe ancora difficile, ma del tutto sotto controllo e con prospettive di miglioramento.

 

Matteo Favero, responsabile area biocombustibili legnosi e certificazioni di AIEL (l’associazione di riferimento dei produttori di pellet) ha dichiarato alla nostra rivista: “È convinzione diffusa tra i principali operatori di mercato che l’aumento dei prezzi abbia permesso di ricevere e immettere sul mercato italiano quantitativi di pellet che altrimenti non sarebbero stati disponibili. Nelle ultime settimane, anche grazie alle temperature anomale del periodo, si intravede finalmente la possibilità che le difficoltà di approvvigionamento si riassorbano progressivamente, seppure ancora in modo parziale. Realisticamente, si potrà quindi registrare un periodo di disaccoppiamento tra disponibilità e prezzo, dove potranno diminuire i problemi di approvvigionamento, a fronte di prezzi di acquisto che potranno calare quando sarà avvenuta nel mercato la ricostituzione di adeguati livelli di stock. È utile sottolineare che, nonostante la dinamica rialzista dei prezzi, le rilevazioni AIEL dimostrano come a settembre 2022 il pellet fosse ancora conveniente rispetto al gas naturale“. Nella sostanza dunque, alle quotazioni attuali, non dovrebbero verificarsi generalizzate carenze di prodotto e anche i prezzi nel medio periodo potrebbero imboccare una via discendente.

 

Ma quali sono le cause della situazione che si è venuta a creare? Si è determinato un insieme di eventi avversi e concomitanti che hanno prodotto un cortocircuito nel mercato:

la guerra ha ridotto i flussi d’importazione dall’Ucraina e azzerato quelli da Russia e Bielorussa per via delle sanzioni;

– di conseguenza è aumentata la competizione per l’accaparramento del materiale disponibile, con Paesi tipicamente esportatori che hanno assunto comportamenti protezionistici (Ungheria, Bosnia Erzegovina, Serbia, Romania);

– è aumentata competizione con il settore industriale (grandi impianti centro e nord-europei di produzione elettrica e cogenerazione) che hanno incrementato i propri acquisti di pellet per reagire allo shock dei prezzi energetici;

– il comportamento isterico del mercato con fortissimo aumento della domanda;

criticità logistiche ormai strutturali;

– processo inflattivo;

– aumento del rischio d’impresa e dell’esposizione economica degli operatori di mercato;

– shock dei prezzi energetici (la produzione di pellet è essa stessa un processo energivoro).

E proprio su quest’ultimo punto di notevole importanza, il recente andamento ribassista delle quotazioni del gas è un segnale che permette di essere fiduciosi anche sull’evoluzione del prezzo del pellet.