Home Distribuzione Pereno (Leroy Merlin): donare le eccedenze aiuta l’ambiente e il conto economico
Pereno (Leroy Merlin): donare le eccedenze aiuta l’ambiente e il conto economico

Pereno (Leroy Merlin): donare le eccedenze aiuta l’ambiente e il conto economico

152
0

Cedendo gli invenduti a enti no profit, Leroy Merlin ha risparmiato circa 112.000 kg di CO2, per un beneficio economico di 120.000 euro.

 

Leroy Merlin Italia continua a puntare con convinzione sullo sviluppo sostenibile, con l’obiettivo, a tendere, di essere un’azienda in grado di generare valore, lavorando non solo sul profitto economico, ma anche su un profitto legato alle persone, all’ambiente, e alle comunità. Lo ha ribadito Luca Pereno, coordinatore sviluppo sostenibile dell’azienda, nel suo intervento nel corso del Forum Retail 2022.

 

Pereno ha voluto spiegare come, in Leroy Merlin, la sostenibilità stia aiutando a migliorare i processi aziendali. Lo ha fatto illustrando il proprio procedimento di cessione degli invenduti e delle eccedenze (prodotti rotti, fine serie, articoli decorativi non più di moda), tramite la piattaforma informatica Regusto: “L’iniziativa si inserisce nel solco della legge 166/2016 sulla donazione e la distribuzione di prodotti a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi – spiega Pereno -. Come funziona? Il negozio carica sulla piattaforma i prodotti che si vogliono donare; gli enti no profit iscritti alla piattaforma possono accedere, consultare e, se interessati, contattarci direttamente tramite il sistema online e venire a ritirare gli articoli di interesse”.

 

A settembre 2022, si erano raggiunti 194.000 kg di prodotti donati: “A questi beni non solo abbiamo dato una seconda vita, ma li abbiamo resi fruibili per associazioni e persone in difficoltà – precisa il coordinatore sviluppo sostenibile Leroy Merlin -. La stima della CO2 risparmiata è di 112.000 kg; CO2 che, invece, sarebbe stata prodotta se avessimo inviato le eccedenze in discarica”.

 

Grazie sia agli sgravi previsti dalla legge, sia all’ottimizzazione dei rifiuti (che, poiché donati, non vanno pagati allo smaltitore), il retailer ha avuto un beneficio economico di 120.000 euro: “Il processo di donazione dei prodotti in eccedenza è ancora all’inzio, e trova delle difficoltà nei negozi, perché le persone vanno educate a questo tipo di approccio – ammette Pereno -. Per stimolare i collaboratori alla donazione delle eccedenze, abbiamo dato ai punti vendita degli obiettivi numerici a cui arrivare… Più in generale abbiamo calcolato che, se riuscissimo a gestire un 20%-25% del totale dei prodotti da buttare, arriveremmo verosimilmente ad un beneficio economico di quasi un milione di euro l’anno, che potrebbe alimentare il nascere di altri progetti affini”.