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Rapporto Coop 2021: più fiducia nel futuro, ma la casa resta centrale anche nel post pandemia

Rapporto Coop 2021: più fiducia nel futuro, ma la casa resta centrale anche nel post pandemia

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Il 70% degli italiani guarda con maggior ottimismo ai prossimi mesi. Rimane il focus sull’home, e la voglia di investire per migliorarla.

 

L’Italia cresce più in fretta delle aspettative (il balzo in avanti del Pil potrebbe sfiorare il 6%), trascinata dall’export che ha già superato i livelli pre Covid e dalla riconversione digitale della propria manifattura. Soprattutto, il 60% della business community internazionale si dichiara convinto di una maggiore attrattività del Paese nei prossimi 3 anni e il 48% lo ritiene una possibile destinazione dei propri investimenti futuri. Anche alla luce di questi buoni risultati messi a segno dal nostro Paese negli ultimi mesi, gli italiani guardano con maggior ottimismo al periodo che verrà, con quasi 7 persone su 10 che tornano ad aver fiducia nel prossimo (lo afferma il 41% rispetto al 19% di quattro anni fa). Sono, queste, alcune delle prime evidenze emerse dal “Rapporto Coop 2021 – Economia, Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma.

 

Che effetti ha questo maggior ottimismo della popolazione sul rilancio dei consumi? Secondo la maggioranza degli esperti, l’Italia raggiungerà i livelli pre Covid solo nel 2023 (lo afferma il 43% degli executive). E, del resto, nel 2022 il 28% degli italiani (soprattutto cassaintegrati, giovani e donne) prevede di avere un livello di spesa ancora inferiore rispetto al 2019. Sebbene la ripresa dei consumi risulti quindi ancora piuttosto rallentata, si colgono però dei trend di sviluppo significativi.

 

In particolare, nel non food si riconferma la centralità della sfera della casa. L’abitazione non è più uno spazio di servizio, ma la nuova comfort area della vita quotidiana. Sono 1,2 milioni gli italiani che vogliono comprare casa e molti di più quelli che approfittando dei nuovi incentivi la vogliono ristrutturare (8 milioni) nel prossimo anno. Sono 6 su 10 le famiglie che pensano di cambiare arredamento nei prossimi 3/5 anni.

 

Contemporaneamente, si riduce la forza attrattiva delle grandi metropoli e le città di piccole dimensioni/i borghi diventano i luoghi ideali di residenza per 1 italiano su 3, con il 67% di giovani che intende rimanere a vivere nei comuni delle aree interne dove attualmente risiede.